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Lo stiletto

Qualunque sia il movente…

NON VI APPARTENGO
Ora sappiamo, da un video, che le tre sorelline sono state assassinate.
Sappiamo che una bottiglia incendiaria è stata lanciata e ha dato avvio al rogo.
Ora sappiamo che il germe dell’odio è tra noi e si manifesta non più “solamente” (tra virgolette) con il voto a forze di estrema destra, con invettive, con gesti intimidatori.
Ma anche con la strage, con l’omicidio.
L’immagine di quel camper bruciato nel parcheggio romano è pari pari quella di un forno crematorio di Auschwitz, Sobibor o Treblinka. Il fumo di quelle lamiere annerite… il nero di quei resti carbonizzati è quello dei rom che sono passati per il camino nella Seconda guerra mondiale.
Non c’è distinzione. L’odio è lo stesso. E non c’è ignoranza o situazione sociale che possa giustificare nulla in tal senso.
La rabbia per la povertà nostra non può essere la base per lo sterminio di altri poveri, di altri esseri umani. Di nessuno.
Non serve nemmeno chiedere scusa a nome di tutto il popolo, italiano o non italiano che sia.
Arrivati a questo punto, serve una tabula rasa, un ritorno alle origini, una palingenesi assoluta e imprescindibile che ci salvi da noi stessi. Anzi, da voi stessi… Io, sinceramente, non vi appartengo come connazionale o come essere umano.
Mi fate orrore e continuerete a farmelo.

MATRICE
Aggiungo una riflessione ulteriore: poco conta che la matrice sia di vendetta personale o di odio razziale. Perché sempre di omicidio brutale si tratta, sempre di strage stiamo parlando.
E alla base c’è l’odio che evolve e che diventa disprezzo così cieco e incontrollabile da spingere a dare la morte, a togliere tre vite (ma potevano essere molte di più…) secondo il giudizio personale.
E’ l’etica che si rovescia e che precipita nell’antietica, nell’immoralismo.
Un omicidio è sempre tale. Si diversifica solo sull’intenzionalità o meno.
Ma se è intenzionale, qualunque sia la matrice che lo provoca, è la morte prima di tutto di una umanità incapace di autogenerarsi, autoproteggersi. Capace quasi soltanto di distruggersi, annichilirsi dall’epoca delle epoche.
Ricordate “2001 Odissea nello spazio”…

MOVENTE
Qualunque sia il “movente”, esso è già condannato: è omicidio.
Il razzismo è odio, l’odio è disprezzo, il disprezzo è senso di superiorità e quindi è sentirsi autorizzati a far ciò che si vuole…
Personalmente sono contrario, per principio, alla pena dell’ergastolo. Ma ovviamente chi ha compiuto l’atto di Centocelle merita di essere escluso dal consesso sociale (civile sarebbe troppo…) per sempre.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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