Connect with us

Hi, what are you looking for?

Lo stiletto

Olly aveva 22 anni

Davide l’ha ucciso un muletto, l’ha ucciso una retromarcia, l’ha ucciso un ribaltamento. Nessuno scampo per un giovane lavoratore di appena ventidue anni.
Nessuno scampo se le tue ossa si rompono tutte sotto il peso di un lavoro che apparentemente non è pericoloso ma che può diventarlo.
Davide lo chiamavano “Olly”. Era il suo soprannome amichevole. E ogni volta che c’è un morto di lavoro, sul lavoro, magari poco prima di una pausa, proprio come accaduto a Olly, non possiamo non scrivere: è un moto spontaneo dell’animo, una rabbia mista alla tristezza e viceversa.
Non serve a nulla scrivere, forse solo a sfogare questi sentimenti. Forse può servire a rimarcare questo stillicidio di morti non bianche ma nerissime.
Non c’è giustizia per queste morti. C’è solo l’accompagnamento che chi prova a stare dalla parte dei lavoratori può dare condividendo frustrazione e vuoto.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

Written By

Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

REFERENDUM

CHI SCRIVE








SOTTO LA LENTE

Facebook

TELEGRAM

NAVIGA CON

ARCHIVIO

i più recenti

Marco Sferini

Visite: 391 La necessità urgente di creare un fronte progressista molto ampio, più che largo come campo in cui accogliere tutte le forze antifasciste...

Economia e società

Visite: 47 Il 26 gennaio scorso, la Commissione europea ha proposto per l’approvazione del Consiglio europeo (che ratificherà entro fine febbraio) la seconda parte...

Marco Sferini

Visite: 318 Mentre l’Italia di una settimana di mezzo inverno prova a rasserenarsi con le Olimpiadi che imperversano tra Milano e Cortina e offrono...

Stati Uniti d'America

Visite: 101 Quasi due anni dopo il voto a favore dell’adesione al sindacato United Auto Workers (UAW), il 4 febbraio è stato raggiunto l’accordo...

Advertisement