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Lo stiletto

Mi dai la mano, Rosa?

Karl Liebcknecht e Rosa Luxemburg

Sai Rosa, non è mai stato semplice essere comunisti. Eh certo che lo sai… Le piccole patrie tornano sempre, nella mente, nei cuori svuotati di qualunque afflato umano o umanoide che possa considerarsi.

Ci si nutre di particolarismi, di tante piccole schegge di rancore e si sopravvive facendo finta di sopravvivere; a scapito di altri poveri, di una massa di sfruttati e perseguitati che sono il nemico, che non possono avere un porto sicuro, che vengono abbandonati in mezzo al mare.

Ci si nutre, Rosa, di rabbia, di odio, di rancore, di pregiudizi perché chi doveva rappresentare la solidarietà sociale, l’avanzamento del progressismo, la difesa dei diritti dei lavoratori ha fatto finta: mentre si spacciava per alleato del proletariato moderno, l’ha tradito col liberismo della peggiore specie.

Questi non li chiameresti neppure più “socialdemocratici”, sono qualcosa di indefinibile: eppure si fanno chiamare e li chiamano “sinistra”. Così la sinistra putrefa in questo marciume di falsi concetti, di apparenze e di poche sostanze.

Molti hanno abbandonato la lotta: la giudicano anacronistica, ormai superata. Pensano di vivere in un sistema che non sia il capitalismo e invece vi sono immersi fino ed oltre il collo.

Noi ci proviamo ancora. A resistere per esistere, per insistere. Lo facciamo anche nel nome tuo e di Karl, perché il vostro sacrificio forse è passato inosservato per qualche decennio, magari anche per un secolo intero. Ma oggi una certa sinistra raccogliticcia, piccola, defraudata del suo spirito originario dalle false sinistre, ha bisogno di ritrovare un socialismo ed un comunismo umano, libertario, slegato dalla pesantezza di un Novecento che è stato croce e delizia.

Ci possiamo aggrappare a te? Possiamo darti la mano e camminare insieme in questo secolo che non promette nulla di buono?

Io penso di sì. Penso che la tua mano è sempre aperta per stringerne un’altra che voglia rivoltare il mondo e allo stesso tempo ballare, ridere, guardare la natura che risplende e pensare che non c’è esperienza più grande nella vita che provare amore per l’umanità intera, per tutti gli esseri viventi, per questo pianeta. Che non c’è amore più bello di questa e non c’è lotta che le stia alla pari.

Grazie Rosa. Grazie Karl.

(m.s.)

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