L’applauso di Sanders: «Le vite prima dei profitti»

Stati Uniti. Fauci: «Abbiamo l’obbligo morale di assicurarci che il resto del mondo non soffra»
Bernie Sanders

La decisione di Joe Biden di sostenere, alla World Trade Organisation, la richiesta avanzata dal Sudafrica e dall’India di cancellare le protezioni della proprietà intellettuale per i vaccini contro il coronavirus, ha riscosso gli applausi dei liberal: «Questi tempi e circostanze straordinari richiedono misure straordinarie» ha affermato la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Katherine Tai.

La decisione di Biden di andare avanti con la richiesta di rinuncia è arrivata dopo settimane di deliberazioni interne con Katherine Tai, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, il coordinatore del coronavirus Jeff Zients e Bruce Reed, vice capo del personale per la politica, tutti sostenitori della decisione presa da Biden. L’unica a non essere stata inclusa negli incontri è stata la Segretaria al Commercio Gina Raimondo, voce scettica sulla richiesta di rinuncia ai brevetti.

Il senatore Bernie Sanders ha commentato la decisione di Biden definendola un passo necessario per salvare vite umane, ripristinando al contempo la posizione dell’America sulla scena globale, e si è congratulato con il presidente per aver messo «le persone davanti ai profitti».

In una dichiarazione, il senatore del Vermont ha scritto: «Ho applaudito il presidente Biden e la sua amministrazione per aver compiuto questo passo coraggioso in risposta alla crisi più urgente del mondo. I nostri sforzi di vaccinazione a casa avranno successo solo se gli sforzi di vaccinazione nei Paesi in via di sviluppo avverranno simultaneamente. Sostenere la cancellazione della proprietà intellettuale e mettere le persone al di sopra dei profitti accelererà la produzione e la disponibilità di vaccini, e ci aiuterà negli sforzi globali. Voglio anche riconoscere il lavoro svolto dagli attivisti nelle comunità di tutto il mondo per inserire questo problema nell’agenda globale. Siamo coinvolti tutti in questo problema».

Il mese scorso Sanders aveva chiesto che il governo degli Stati Uniti si impegnasse sulla questione, e il 16 aprile aveva firmato una lettera aperta, insieme ad altri senatori liberal come Elizabeth Warren, Ed Markey e Raphael Warnock, esortando la Casa Bianca a «mettyere le persone dvantio ai profitti delle società farmaceutiche», contrastando le affermazioni dei repubblicani che si oppongono alla revoca del brevetto, sostenendo che permettere ad altri scienziati di copiare le ricerche effettuate negli Stati Uniti costituisce un precedente pericoloso, linea di pensiero condivisa dal precedente governo guidato da Donald Trump.

Approvazione anche da parte del principale specialista in malattie infettive d’America, il dottor Anthony Fauci, che in un’intervista a The Hill ha dichiarato: «Credo che abbiamo l’obbligo morale di assicurarci che il resto del mondo non soffra e muoia per qualcosa per cui possiamo aiutarli e aiutarli a prevenire».

Messa in questi termini la decisione dell’amministrazione Biden è davvero difficile da contrastare; si tratta di una scelta che, come ha sintetizzato un titolo del network Cnn, rappresenta «una decisione dalla parte dell’umanità»; naturalmente le case farmaceutiche hanno accolto tutto quanto accaduto con poco entusiasmo. I critici sostengono che aprire i dati del vaccino contro il Covid-19 rivelerebbe segreti commerciali di aziende statunitensi come Pfizer e Moderna, e questo costituirebbe un disincentivo per le multinazionali a cercare cure e vaccini in altre pandemie. Inoltre, a causa della complessità del processo di produzione, non è nemmeno detto che questa liberalizzazione dei brevetti sarà davvero utile.

MARINA CATUCCI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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