La repressione giusta

Ammiro ancora ora gli operatori dello spettacolo che manifestarono in piazza del Duomo a Milano, distanziati, ordinati, regalando una immagine quasi emblematica nella pandemia che sfianca quasi tutti. Non...
Neofascisti a Roma dispersi dalla polizia

Ammiro ancora ora gli operatori dello spettacolo che manifestarono in piazza del Duomo a Milano, distanziati, ordinati, regalando una immagine quasi emblematica nella pandemia che sfianca quasi tutti.

Non riesco a giustificare e tollerare le manifestazioni che stanno vanificando le misure restrittive introdotte da pochi giorni.

La nuova “strategia della tensione“, messa in pratica da gruppi e partiti neofascisti e genericamente di “estrema destra”, è una eversione che va repressa duramente.

Noi comunisti, i lavoratori, i disoccupati, le categorie varie possiamo manifestare rispettando veramente la democrazia che vogliamo proteggere: farlo vuol dire non mettere a repentaglio la salute di nessuno.

Per questo chi fa spallucce e se ne infischia o è un fascista che disprezza la democrazia e poi va in piazza ad urlare “libertà, libertà“, oppure è un irresponsabile menefreghista.

Democrazia è responsabilità singola e collettiva: rispetto per il lavoro di migliaia di medici e infermieri e operatori sanitari delle croci che sono esausti; rispetto per chi è in ospedale e vive una condizione di solitudine terribile nel contesto di una malattia imprevedibile da caso a caso; rispetto per chi ha fino ad oggi perso amici, parenti e persone care…

Rispetto reciproco, rispetto per sé stessi. Chi non lo mette in pratica è in questo frangente un depensante. Non esiste rabbia sociale possibile che giustifichi quanto sta avvenendo nelle piazze d’Italia.

(m.s.)

foto: screesnshot

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Lo stiletto

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