Ilva, il governo ha deciso: sarà di Arcelor-Marcegaglia

Acciaio. Il decreto Calenda fissa gli step delle prossime negoziazioni. Resta l’incognita occupazione. I sindacati avevano chiesto un incontro ma non c’è stato: cortei e proteste a Genova e Taranto

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha firmato ieri sera il decreto sull’Ilva: ad aggiudicarsi il gruppo siderurgico è la cordata Am Investco Italy srl di ArcelorMittal-Marcegaglia, che ha avuto la meglio sull’alleanza DelFin-Jindal (da cui si erano recentemente sfilati Arvedi e Cdp). Intanto a Genova i lavoratori avevano sfilato per chiedere garanzie occupazionali, e i sindacati si erano riuniti a Taranto: i segretari di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, avevano scritto al premier Paolo Gentiloni e allo stesso Calenda per chiedere la convocazione di un incontro preventivo alle decisioni: ma il governo ha proceduto senza consultarli.

Ecco cosa prevede l’offerta di Am Investco Italy Srl, secondo quanto ha reso noto il ministero dello Sviluppo: il prezzo di acquisto è di 1,8 miliardi di euro, il canone di affitto annuo 180 milioni di euro. Entro il 2013 dovrà essere eseguito il Piano ambientale, in linea con quanto definito dal ministero dell’Ambiente, con investimenti per 1,137 miliardi di euro (di cui 301 milioni destinati alla copertura dei parchi minerari, 196 milioni alle cokerie e 179 milioni al piano acque).

Si prevedono ancora il mantenimento della produzione a 6Mt – sostanzialmente in linea con l’ attuale – e investimenti per circa 2,4 miliardi (1,.25 tecnologici e 1,15 ambientali). Sul fronte occupazione, Am Investco prevede un organico pari a 9.407 occupati nel 2018, destinati a ridursi nell’arco del Pianoa 8.480 occupati costanti. Oggi l’organico delle società Ilva oggetto del trasferimento è composto da 14.220 lavoratori e il ricorso alla cig straordinaria riguarda complessivamente un massimo di 4.100 addetti. Sarà dunque quest’ultimo un nodo che darà da discutere.

Il decreto firmato da Calenda dà già, comunque, una prima indicazione ai commissari – sul fronte occupazione e sull’ambiente – per proseguire le negoziazioni cercando di ottenere miglioramenti rispetto a quanto previsto dalla cordata: nell’ambito della negoziazione in esclusiva con l’aggiudicatario – si legge – i Commissari straordinari indirizzeranno prioritariamente l’attività sui seguenti obiettivi: miglioramento dell’offerta sotto il profilo della tutela occupazionale, prevedendosi che il livello occupazionale riferibile complessivamente al gruppo Ilva sia costituito da almeno 10 mila unità per l’intero periodo di riferimento del piano industriale tenendo conto che l’accordo sindacale potrà ulteriormente precisare e incrementare tale obbligo.

Am Investco ha comunicato la propria disponibilità all’assunzione di ulteriori impegni da definire in sede negoziale successiva per la riduzione dei tempi per la realizzazione degli investimenti ambientali con particolare riferimento alla copertura dei parchi;

A Genova sono stati circa un migliaio i lavoratori Ilva scesi in piazza ieri, con un lungo corteo che ha attraversato la città per ribadire la contrarietà al piano esuberi e per chiedere il mantenimento dei livelli occupazionali. I sindacati liguri chiedono di convocare un incontro urgente con tutti i firmatari dell’accordo di programma del 1999, per confermare gli impegni previsti: le richieste sono contenute in una lettera inviata alla Presidenza del consiglio. Attualmente nello stabilimento di Cornigliano sono impiegati 1.500 lavoratori: 380 sono in cig, con il reddito integrato dai lavori di pubblica utilità.

A Taranto, intanto, si svolgeva un consiglio di fabbrica, al termine del quale Fiom, Fim e Uilm hanno dichiarato che «nei prossimi giorni si terranno le assemblee per informare e decidere assieme ai lavoratori, sociali e dell’appalto, forme e modalità di mobilitazione in merito alla vertenza che si vuole unificata con la città e il mondo dell’associazionismo per la dignità del lavoro e il diritto alla salute». I sindacati hanno voluto ringraziare «tutti i lavoratori che hanno espresso con lo sciopero dell’1 giugno scorso la contrarietà alle pesanti condizioni poste da ArcelorMittal per l’acquisizione del gruppo Ilva. Il governo – concludono – in questa fase deve essere garante del risanamento e dell’occupazione».

GIANMARIO LEONE

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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