C’è una parola…

Lo sapevate? Se non lo sapete, tra poco lo saprete. Una nuova tessera nel mosaico che via via si compone e che ricalca il panorama della Repubblica di Weimar:...

Lo sapevate? Se non lo sapete, tra poco lo saprete. Una nuova tessera nel mosaico che via via si compone e che ricalca il panorama della Repubblica di Weimar: esclusione invece di inclusione, distinzione a fini di salvaguardia dell’italianità. A dire il vero, dicono i responsabili, l’abbiamo fatto perché non si creino “classi ghetto”.
Di cosa stiamo parlando? Di due istituti scolastici di Monfalcone, in provincia di Gorizia, che hanno stabilito una convenzione con il Comune secondo cui il tetto massimo dei bimbi “stranieri” negli asili sarà del 45%.
Oltre non si va. Circa una sessantina di ragazzini rischia di essere esclusa dalle scuole del proprio comune, ma per loro ci sarebbe già pronta una soluzione: uno scuolabus che li trasporterebbe in altri istituti di altri comuni limitrofi.
Io avrei un nome esagerato per una situazione che può assurdamente apparire normale in questa Italia decadente, vicina alle soglie del punto di non ritorno per sempre maggiori politiche “esclusiviste”.
Non pronuncerò quel nome, quel concetto. Ma figuratevi la scena, provate ad immaginare questi bambini che salgono sul pulmino e si vedono trasportati fuori dalla loro città, altrove anche se vicino…
Somiglia molto. Non è. Ma somiglia molto ad una…
La parola mettetecela voi. Poi vedremo se era la stessa che avevo e che ho pensato io.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

categorie
Lo stiletto

altri articoli

  • Il velo di Silvia

    E’ una questione di libertà. Una libertà che si vede, un’altra che si fa fatica a vedere. Silvia Romano ha dichiarato che per lei “il velo è un simbolo...
  • Gatticidio

    Dunque, la grande inchiesta dei giornali telematici e non di due giorni fa è il gatto ucciso e cucinato da un migrante per strada. E’ un orrore, certo. Non...
  • Mascherina mia, mascherina tua

    Ce lo dobbiamo dire: le manifestazioni sono socialità e servono a ripristinare il carattere popolare della politica. Ne ho vissute tante e spero di viverne ancora molte. Però, se...
  • Riconoscersi

    Se siamo i primi noi a non ritenere centrale l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, non possiamo pretendere che i lavoratori sentano il bisogno di una simile...