Ancora e sempre sull’orlo dell’abisso

“Il presidente Trump ha confermato l’intenzione di ritirare gli Stati Uniti dallo storico accordo che fu firmato nel 1987 tra Reagan e Gorbaciov. Quell’accordo rappresenta una delle pietre miliari...

“Il presidente Trump ha confermato l’intenzione di ritirare gli Stati Uniti dallo storico accordo che fu firmato nel 1987 tra Reagan e Gorbaciov.

Quell’accordo rappresenta una delle pietre miliari del disgelo che portò alla fine della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Un trattato firmato nel 1987 a Washington da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov per limitare il numero dei missili dispiegati in Europa, frutto dello storico vertice tra i due leader svoltosi l’anno prima a Reykjavik.

Ora Donald Trump è pronto a rottamarlo, per spianare la strada a un riarmo degli Usa soprattutto in chiave anti – Cina. E se è vero che Mosca da anni viola gli impegni presi 31 anni fa, lo strappo di Washington rischia di riaprire una nuova corsa agli armamenti e di innescare una nuova guerra fredda con Mosca e Pechino”.

A questa drammatica notizia in questa occasione viene dedicato un commento scritto tanto tempo fa, alla fine del secolo XIX (questa citazione si trova anche nel volume”Ascesa e declino dell’Europa nel mondo: 1898 – 1918 di Emilio Gentile, uscito da pochi giorni per l’edizione Garzanti).

Nel suo “The Wonderful Century. Its Successes and its Failures” (Il Secolo meraviglioso, i suoi successi e i suoi fallimenti) Alfred Russell Wallace, il competitore di Darwin nell’elaborazione della teoria evoluzionistica, aveva illustrato, correva l’anno 1898, i mirabili successi del “secolo meraviglioso” ma aveva anche mostrato altrettanti “sconvolgenti fallimenti”, alcuni intellettuali, ma la maggior parte morali e sociali.

Riprendiamo allora alcuni passaggi del testo di Wallace.

Nel novero dei fallimenti sociali, lo scienziato includeva la diseguaglianza, sempre più grave fra la “enorme, continua crescita della ricchezza privata di un ristretto numero d’individui e di famiglie” e “l’aumento della povertà, dell’alienazione, dei suicidi (l’800 aveva fatto registrare in questo senso una vera e propria crescita esponenziale, n.d.r.) e persino, probabilmente, dei delitti (Wallace si sofferma sulle teorie di Lombroso e sulla creazione del “tipo – delinquente” fino allora sconosciuto, n.d.r.), insieme con altri sintomi di deterioramento morale e fisico delle masse popolari”.

Ai gravi fallimenti Wallace aggiungeva il saccheggio del pianeta, la devastazione d’immensi territori per brama di ricchezza, la distruzione d’intere foresta crescite in centinaia di anni, lo sfruttamento senza limiti delle risorse minerali della superficie terrestre, e tutto questo con conseguenza disastrose, in una misura senza confronti in tutto il periodo precedente della storia umana.

Inoltre un altro grave fallimento del “secolo meraviglioso” era il militarismo delle grandi potenze, con la “crescita continua degli eserciti, forniti di armi sempre più micidiali, a costi sempre più alti che gravano anche sulle nazioni più ricche con costanti aumenti del debito, impoverendo la massa della popolazione”.

Sembra inutile sottolineare la “modernità profetica” presente nel testo di Wallace.

Inutile anche ricordare come nel XX secolo si sia proseguito, da parte dei potenti della terra, sulla strada di questi fallimenti ed egualmente superfluo sottolineare come adesso quei fallimenti non rappresentino ancora un monito al punto che la decisione di Trump, una tra le tante prese a tutte le latitudini, rischi di far tornare ancora indietro la situazione planetaria esaltando ancora una volta la possibilità di incamminare la popolazione mondiale dentro l’abisso della guerra.

Lo scopo di aver cercato di ricordare questo passaggio è facilmente intuibile: le contraddizioni che Wallace enuclea sono ancora vive e operanti nella società attuale, nulla è stato fatto per risolverle, a noi tocca tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica rilanciando le idee di uguaglianza, pace, solidarietà sociale che pure sono state agitate per buona parte del XX secolo e che non possono essere considerate un retaggio retoricamente inutile, appartenente definitivamente al passato.

FRANCO ASTENGO

24 ottobre 2018

foto tratta da Pixabay

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