Vienna, la notte più lunga: varato il governo nero-blu

Estrema destra. Lunedì per il giuramento dell’esecutivo Kurz sei cortei di protesta nella capitale austriaca

Tutto il potere armato dello Stato, i servizi segreti, giusto le cose più sensibili, sono finite in mano all’estrema destra. Agognava avere quei ruoli e li ha avuti. È il dato più «inquietante e spaventoso» – come commenta il quotidiano Der Standard – dell’accordo di governo concluso venerdì sera tra i popolari (Oevp) di Sebastian Kurz, cancelliere in pectore, e la Fpoe di Heinz Christian Strache, ora vicecancelliere.

Agli Interni il nuovo ministro si chiama dunque Herbert Kickl ed è niente di meno che ideologo e mente della Fpoe. Colui che escogita le campagne, i manifesti provocatori e gli slogan razzisti fin dai tempi del defunto Joerg Haider. Nell’ultima campagna elettorale aveva giocato su un profilo più morbido, meno aggressivo, più consono all’ambito ruolo di governo. In deciso contrasto invece con il nuovo incarico, la sua partecipazione al congresso internazionale dell’ estrema destra dei Difensori d’Europa che si è svolto l’anno scorso a Linz, con tanto di gruppi apertamente neonazisti tra i partecipanti.

Ministro della Difesa è diventato Mario Kunasek, ufficiale dell’esercito e capo della Fpoe in Stiria. È considerato un pragmatico che oscilla tra diversi poli. Ha espulso dalla Fpoe esponenti che erano vicini al gruppo estremista «die Identitaeren», ma nello stesso tempo ha lui stesso contatti con gruppi neonazisti.

Il presidente della Repubblica, Alexander van der Bellen, ha dato sabato mattina il suo beneplacito al nuovo esecutivo, riservandosi ancora dei colloqui con i ministri che non conosce.

Van Der Bellen era intervenuto nel corso dei negoziati di governo ponendo alcune condizioni che Oevp e Fpoe hanno accettato: collocazione pro europea dell’Austria, osservanza dei diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione europea dei diritti umani, il veto su un paio di nomi di ministri voluti dalla Fpoe, il non conferimento contemporaneo di Giustizia Interni alla Fpoe. Molti elettori dell’ex capogruppo dei Verdi van der Bellen però si aspettavano un suo intervento più forte.

Migliaia di appelli chiedono al presidente di bocciare i nomi insostenibili dei nuovi ministri di Interni e Difesa. «Van der Bellen, agisci!», hanno scandito sabato gli universitari della Oesterreichischen Hochschuelerschaft (OeH), la rappresentanza eletta da tutti gli studenti che ieri hanno sfilato in corteo a Graz promettendo Widerstand, resistenza, contro il governo. Manifestazioni di studenti ci sono già state i giorni scorsi anche a Vienna, appena saputo del piano del costituendo governo di introdurre tasse all’università il cui accesso è stato finora gratuito. Un regresso come tutto «il nuovo», tanto proclamato dall’enfant prodige Kurz.

Con il programma di governo della nuova coalizione nero-azzurra ora incombe in tema di istruzione un ritorno ai voti nelle scuole elementari. Ancor più grave è quanto potrà toccare ai lavoratori che pure massicciamente il 15 ottobre hanno dato il loro voto alla Fpoe: la giornata lavorativa di 12 ore e la settimana di 60 ore concepiti come nuova flessibilità i cui termini precisi non sono ancora noti. Una richiesta della confindustria, sostenuta da sempre dalla Oevp, che nel precedente governo guidato dal socialdemocratico Christian Kern è stata bloccata con particolare forza dal ministro uscente Alois Stoeger, ex sindacalista.

Il settore sociale ora che, accorpato alla Sanità, è andato alla Fpoe, a Beate Hartinger, già consulente per l’industria dei farmaci, insomma: pharma lobby goes government, come si poteva leggere nei tanti commenti critici che affollano la rete. Anche sulla legge che finalmente vietava il fumo nei locali pubblici in Austria, c’è la marcia indietro voluta in particolare dalla Fpoe: per la gioia dell’industria del tabacco si potràe continuare a fumare nei locali pubblici in stanze separate dai non fumatori.

«Stop all’immigrazione nel sistema sociale» è il titolo del riassunto del programma presentato ieri dal nuovo governo. Come si poteva aspettare bastona ulteriormente immigrati e richiedenti asilo tagliando servizi e contributi.

Sei sono i ministri della Fpoe, 7 dei popolari più il 31enne cancelliere, Sebastian Kurz.

Lunedì il giuramento e la nomina ufficiale del governo da parte del presidente della Repubblica. Ma fin dal primo giorno non avrà vita facile. In concomitanza col giuramento 6 cortei partendo da punti diversi attraverseranno Vienna per poi insieme «chiudere la rotta del Ballhausplatz» che è la sede del governo, con allusione alla chiusura della rotta balcanica rivendicata da Kurz. Con video, manifesti e concerti da settimane è in corso la mobilitazione per «la manifestazione del giorno x» convocata da un crescendo di sigle, studenti universitari (Oeh) e delle scuole, organizzazioni pro-immigrati e diritti umani, sinistra radicale.

ANGELA MAYR

da il manifesto.it

foto tratta di Raul Mee, tratta da Flickr su licenza Creative Commons

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