Due anni di carcere senza alternative per attivista No Tav

Un “vecchio” processo inerente una manifestazione del movimento Notav presso il casello della autostrada Torino – Bardonecchia nel 2012, una delle infinite mobilitazioni di questi anni, per il Tribunale...

Un “vecchio” processo inerente una manifestazione del movimento Notav presso il casello della autostrada Torino – Bardonecchia nel 2012, una delle infinite mobilitazioni di questi anni, per il Tribunale di Torino sta assumendo un valore angolare.

Una decina di persone tennero sollevate le sbarre del casello autostradale per alcuni minuti mentre altri esponevano striscioni di protesta: tra queste era presente Dana Lauriola, una delle rappresentanti maggiormente in vista del movimento. Condannata ad una detenzione molto dura, due anni, ieri le è stata negata ogni forma di pena alternativa al carcere.

Lauriola ha trentotto anni e nella vita coordina uno storico servizio torinese per senza dimora di cui cura il reinserimento sociale, mansione che ha visto crescere la sua già elevata rilevanza dall’inizio della crisi sanitaria che ha esposto i dormitori torinesi ad elevata pressione: eppure la portanza sociale di tale ruolo non ha impressionato i giudici, che hanno invece – così scrivono i militanti Notav in un comunicato – considerato il non allontanamento dalla val Susa, e men che meno dal movimento che da circa due decenni protesta contro la costruzione del tunnel di base della nuova tratta Torino – Lione, una ragione per negare pene alternative.

Si prospetta quindi un nuovo caso di carcerazione pesante in val Susa, in un momento connotato da un sostanziale stallo dei lavori, sebbene piccoli allargamenti del cantiere e roboanti proclami non manchino.

L’avvocato Claudio Novaro: «Una decisione incomprensibile, tanto più che la relazione degli assistenti sociali ministeriali al tribunale era molto positiva e raccomandava la concessione dell’affidamento in prova. Sconcerta che, come nel caso di Luca Abbà (militante Notav, condannato pesantemente per resistenza a pubblico ufficiale nel 2019, ndr) il tribunale neghi le misure richieste chiamando in causa il dato territoriale, la residenza di Dana a Bussoleno, per sostenere tra le altre cose che la vicinanza con i luoghi della protesta Notav comporta il rischio di commissione di nuovi reati».

Marco Grimaldi, consigliere regionale di Leu, ha così commentato: «Nonostante l’equiparazione Notav-associazione sovversiva sia stata respinta dalla giustizia italiana, sembra che nel tribunale di Torino qualcuno continui nella sua personale guerra contro i fantasmi».
Schierata con Dana Lauriola anche la consigliera regionale del M5S Francesca Frediani: «Una vergogna, questa non è giustizia. Dalla parte di Dana senza se e senza ma».

In un commento postato sulla sua pagina social, Dana Lauriola, sottolinea: «Uno dei motivi per cui vado in carcere, scritto nero su bianco, è che non mi sono dissociata dalla lotta No Tav, l’altro è che ho continuato a vivere in Valle di Susa. Sono tranquilla per tutte le scelte che ho fatto in questi anni, ho amato la valle e la lotta No Tav per oltre 15 anni e continuerò a farlo anche se fisicamente lontana. Intanto vi abbraccio, vi farò avere mie notizie. Vi chiedo di continuare la lotta, con tutta la forza e il coraggio che avete».

MAURIZIA PAGLIASSOTTI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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