Joe Biden e Donald Trump hanno vinto le elezioni del Super Tuesday. Si votava in 15 Stati per decidere i candidati di entrambi i partiti alla Casa Bianca, ma non è stata propriamente una gara da fiato sospeso, visto che questo risultato lo si aspettava da mesi.

Entrambi hanno accumulato vittorie e, tenendo conto che si votava sia in California che in Texas, due stati che assegnano un gran numero di delegati, a questo punto si può dire che i giochi sono fatti, anche se entrambi i candidati non hanno potuto festeggiare una vittoria totale.

La rivale di Trump, Nikki Haley, si è assicurata il Vermont, privando Trump di una vittoria a tutto tondo. Biden, invece, ha perso nelle isole Samoa che gli hanno preferito un 50enne sconosciuto, Jason Palmer, residente a Baltimore e che ha fatto campagna elettorale per lo più via zoom.

È difficile che questa vittoria possa deragliare la corsa di Biden che, in una dichiarazione parlando di Trump, ha detto: “È determinato a distruggere la nostra democrazia. É guidato dal risentimento e dalla truffa, concentrato sulla propria vendetta e punizione, non sul popolo americano”. Un secondo mandato di Trump, secondo Biden, sarebbe un ritorno al “caos, alla divisione, all’oscurità”.

Questo Super Tuesday é servito sia a Biden che a Trump per toccare con mano i propri punti deboli, che potrebbero danneggiarli alle elezioni di novembre: per il presidente in carica si tratta del malcontento dell’ala progressista che ha preferito votare “non impegnati”, piuttosto che per lui, mentre per Trump si tratta dei cittadini dei sobborghi con istruzione universitaria che hanno scelto Haley.

I risultati migliori di Haley sono arrivati dai centri urbani e dalle città universitarie. Gli elettori con istruzione universitaria in quelle regioni si sono spostati nettamente a favore dei democratici da quando nel 2016 il tycoon è diventato il portabandiera repubblicano. Il tempo per correggere il tiro e recuperare queste fasce di voto esiste per entrambi, visto che mancano 8 mesi alle elezioni.

Al momento cosa farà l’unica sfidante di Trump non è dato saperlo, ma vi sono dei segnali. Fino a ieri, nelle notti elettorali, anche quando arrivava la sconfitta, la campagna di Haley aveva sempre tentato di dare forma alla narrazione. I giornalisti venivano informati sul percorso che avrebbe fatto l’ex governatrice, in modo da seguirla, o venivano annunciate le nuove grosse donazioni che avrebbero permesso di continuare a sostenere le spese della campagna.

La stessa Haley ha tenuto discorsi ai sostenitori tentando di modellare la narrazione a proprio favore. Martedì sera non è successo niente di tutto ciò. Haley ha osservato i risultati nel suo stato natale, la Carolina del Sud, non c’è stato alcun evento per i sostenitori e non ha fatto discorsi.

MARINA CATUCCI

da il manifesto.it

foto: screenshot ed elaborazione propria