Marco Revelli

  • 40 anni fa la sconfitta operaia alla Fiat che pesa ancora oggi

    La storia di una grande, decennale insubordinazione di massa nei confronti del dispotismo produttivo di un potere che sembrava invincibile e che invece aveva dovuto piegarsi. Il giorno prima, il 14 ottobre, gli «altri» – la «zona grigia» della fabbrica, la massa informe radunatasi intorno alle gerarchie d’azienda, capi...
  • È l’inizio di un lungo braccio di ferro

    Il cosiddetto «Decreto Rilancio» non rilancia un bel niente, tampona. Non è proiettato verso il futuro, a disegnare le linee di un qualche New Deal. È ancorato al passato prossimo, alla necessità di riempire in qualche modo le buche scavate nel corpo sociale e produttivo dalla pandemia. Assomiglia un...
  • Siamo arrivati a una sorta di ground zero

    Alla velocità della luce siamo arrivati a una sorta di ground zero. La decisione del governo di trasformare l’intero Paese in un’unica, grande «zona rossa» – di arrestare così la vita sociale ed economica per salvare la vita biologica – ne è l’emblema. Nell’arco di meno di una settimana...
  • La maledizione dei due Matteo

    Dunque alla fine, il Capitano che giocava ai soldatini è finito fuori bordo. Il Senato ha deciso a maggioranza di mandarlo a processo. Né vale la sceneggiata finale della Lega che non partecipa al voto (con la bizzarra motivazione del «rispetto per Matteo»), dopo che era ormai evidente che...
  • La crisi irreale nel Paese che affonda

    Un governo morto che non muore. Un’opposizione che si vorrebbe viva e rigenerata, che non riesce a opporsi a nulla. Un popolo che non è popolo ma coacervo di individui rancorosi e competitivi, che tuttavia ha prodotto uno dei peggiori populismi in circolazione oggi. E al fondo, paradosso baricentrico...
  • Contro la secessione, il ruolo anomalo, ma cruciale, del sindacato

    «Andavano col treno giù nel meridione/ per fare una grande manifestazione». Così la ballata di Giovanna Marini raccontava I treni per Reggio Calabria, come ha ricordato Tonino Perna su questo giornale. Dal “ventidue d’ottobre del settantadue” sono passati 46 anni e sette mesi, e siamo di nuovo lì: ancora...
  • Un palco nero aggressivo ma fragile

    In Piazza Duomo a Milano ieri è andata in scena la rappresentazione fisica dell’«onda nera». All’insegna della peggior forma di comunicazione politica: la blasfemia e la menzogna. Blasfema è infatti l’immagine di Matteo Salvini con la corona del rosario in mano. Che così si affida «al cuore immacolato di...
  • Salvini e i galoppini a 5 stelle: una sfida alla democrazia

    Un ministro dell’interno che delinque è un oltraggio per il proprio Paese. Un segno di vergogna che ci accompagna ovunque andiamo. Un ministro dell’interno che oltre a delinquere irride la giustizia del proprio Paese, dichiara di infischiarsene dei giudici e promette di reiterare il reato, è qualcosa di peggio....
  • L’ostentazione del disumano in assenza di opposizione politica

    Al punto più basso dei diritti umani nell’intera storia dell’Italia repubblicana, di fronte a un governo che alza come bandiera la propria ostentazione del disumano, dobbiamo constatare l’inedita assenza di un’opposizione politica. Opposizione morale sì, da parte di qualche sindaco coraggioso, di qualche vescovo fedele al vangelo, di qualche...
  • Tav, no grazie. Un appello e centinaia di firme

    La nuova linea ferroviaria Torino-Lione è stata progettata quasi 30 anni fa per far fronte a un aumento di traffici definito insostenibile e rivelatosi, negli anni, in costante calo. Da allora tutto è cambiato (ambiente, economia, trasporti) ma oggi il progetto viene confermato con motivazioni ancora più inconsistenti e...
  • Curare le ferite della sinistra e ripartire senza bandierine

    Giorno dopo giorno vediamo gonfiarsi la nube nera che in parte ha già occupato, la nostra esangue democrazia. Ha il volto rozzo di un ministro di polizia e una voce potente che dice di essere vox populi. Divora e dissolve ogni giorno un pezzo del nostro patrimonio civile: l’universalismo...
  • La guerra dentro. Ovvero, vincere la sfida della disumanità

    «Con gli occhi per terra la gente prepara la guerra». Mi è tornata in mente, quella strofa lontana, in questi giorni feroci dell’odissea dell’Aquarius, da ieri elevata ufficialmente a sistema – con Salvini che reitera la chiusura dei porti alle ultime navi di profughi in arrivo – in cui...
  • Il populismo senza popolo al potere

    «Disordine nuovo» titolava il manifesto del 29 maggio scorso. E fotografava perfettamente il carattere del tutto inedito del caos istituzionale e politico andato in scena allora sull’ «irto colle» e diffusosi in un amen urbi et orbi. Ma quell’espressione va al di là dell’istantanea, e non perde certo attualità...
  • Per la sinistra il 4 marzo segna più la fine che l’inizio di un processo

    È proprio vero che Dio (o Giove nella versione pagana) acceca chi vuole perdere. Il responso del 4 marzo è stato spietato con la sinistra. Non era inatteso, anche se non in queste proporzioni. Un’aggravante per chi non ha saputo leggere i processi in atto da diverso tempo. La...
  • La sinistra se n’è andata da sé

    L’Italia del day after non ce la dicono i numeri, le tabelle dei voti. Ce la dicono le mappe, ce la dicono i colori. Ed è un’Italia irriconoscibile, quasi tutta blu nel centro nord, tutta gialla nel centro sud. Verrebbe da dire: l’Italia di Visegrad e l’Italia di Masaniello. L’Italia di...
  • L’antifascismo non è un’arma di propaganda

    L’Italia antifascista va in piazza oggi in un clima pesante. «Clima di violenza», recitano i media mainstream, falsando ancora una volta lo scenario, come se si trattasse di violenza simmetrica. Di opposte minoranze estremiste, ugualmente intolleranti, quando invece la violenza a cui si è assistito non solo in queste ultime...
  • Povertà, la beffa del potere

    Grottesca e crudele. La vicenda del Reddito di inclusione (Rei) sta raggiungendo vette di insipienza inimmaginabili anche per chi è da tempo abituato a commentare le imprese di una classe di governo difficile da qualificare. Che la marea dei poveri fosse in Italia in tumultuosa crescita era cosa conosciuta...
  • Guerra contro i poveri

    Prove tecniche di ordinaria disumanità.. e nuovo colonialismo Non troviamo altro modo per definire nella sostanza il significato del “vertice di Parigi”. Un’iniziativa che gronda ipocrisia nel modo con cui è presentata. E che sancisce la vocazione dell’Europa a coniugare la propria “guerra contro i poveri” con una forma...
  • Il coraggio della sinistra nello smarrimento quotidiano

    Aldo Bonomi mi propone di rimettere in gioco il mio Non ti riconosco, dichiarazione di smarrimento espressa in forma affermativa. E di virarla, per così dire, in forma interrogativa: come provare a conoscere il nostro tempo, fattosi appunto irriconoscibile? Ricostruisce anche, in quel suo articolo, il nostro “camminare domandando”...
  • L’entropia dei destini appesi

    Entropia: «Variabile termodinamica di stato, interpretabile come misura del disordine di un sistema» (Diz. Sabbatini Coletti). Viviamo una fase di entropia. Lo dimostra lo spettacolo offerto dal Pd in via Alibert a Roma, con la dinamica centrifuga del suo quadro dirigente, l’aggrovigliarsi dei linguaggi e il destino del governo...
  • La differenza essenziale della nuova sinistra

    Distorsioni Ho letto in queste settimane i numerosi contributi pubblicati non solo da “il manifesto” ma anche da quotidiani telematici in merito all’appello lanciato da Marco Revelli e Argiris Panagopoulos sull’avvio di un processo di rilancio della soggettività politica a sinistra. Un dibattito come questo meriterebbe molto tempo. Ma...



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