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Marco Sferini

Il sovranismo passerà. L’utopia rimane. Buon 2019!

Cosa ci aspetta nel 2019? Ancora il governo giallo-verde (o, come lo definite più appropriatamente “il manifesto”, giallo-bruno), ancora Salvini, ancora Di Maio e ancora quindi un tendenziale aumento del malpancismo italico che evita qualunque analisi compiuta dei fenomeni sociali che investono la Penisola e che interpreta tutto attraverso la distorsione xenofoba e razzista di forze politiche dedite alla ricerca di un facile consenso attraverso la semplice banalità del male.

Un male che c’è in larga parte della popolazione italiana ma che non può compiutamente dirsi ancora forma e sostanza insieme di una maggioranza silenziosa che si lascia trascinare da una minoranza chiassosa, priva di qualunque riferimento culturale, dedita solamente alla coltivazione dell’odio gratuito e bisognosa di un nemico povero da accusare di appropriazione indebita di ricchezze nazionali che invece sono preda del sistema economico in cui viviamo: il capitalismo esiste e così esiste lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Ma il razzismo è una utile copertura, una ipocrita maschera dietro la quale fingersi, davanti alla quale invece mostrarsi interessati al bene comune e alla disciplina di un ordine costituito sulla tensione muscolare piuttosto che sul buonsenso della ragione e sull’umanità dei princìpi costituzionali così tanto vilipesi e prevaricati.

Nonostante ciò, questo sito, gestito del tutto autonomamente, quindi privo di qualunque “padrone”, autoprodotto con una povertà di mezzi che contemplano computer portatili ormai superati ma affiancati da un piacere quotidiano nell’esprimere opinioni, “stilettate” e approfondimenti culturali, continuerà a vivere e a regalarvi qualche spunto di riflessione, di dubbio, di critica.

In questo 2018 abbiamo registrato, in sei anni di vita, la punta massima di visite: una media giornaliera di oltre 2.500 contatti unici con aggiornamenti che hanno visto una produzione di oltre 350 editoriali e altrettante “stilettate“.

Corso Cinema” continua a crescere ed è divenuto ormai un appuntamento fisso per tutti coloro che amano conoscere la storia della settima arte. Un ringraziamento va a Marco Ravera che ha curato questa importante sezione del sito che, va detto e sottolineato, ha aiutato a far conoscere il sito anche a chi magari non lo avrebbe mai visitato come spazio telematico di “politica, attualità e cultura”.

Ringraziamoil manifesto” per averci concesso di prelevare ogni giorno alcuni articoli a nostro piacere per farli conoscere e per sostenere anche un quotidiano che coraggiosamente, da cinquant’anni, rimane ancora sulla breccia di una editoria sempre più in pericolo visto il comportamento politico del governo in merito.

Grazie a Franco Astengo per le sue analisi politiche e sociologiche, puntuali e presenti su “la Sinistra quotidiana” come valore aggiunto di un lavoro del tutto volontario che si ispira alla passione di una vita per migliorare la vita di quello che un tempo fu e che tuttavia ancora rimane il “proletariato”.

Grazie a tutte e tutti voi, lettrici e lettori, che ci avete permesso di mantenere la nostra passione politica mediante la vostra considerazione, i suggerimenti e le numerose condivisioni degli articoli sui cosiddetti “social”.

La Sinistra quotidiana continuerà nel 2019 a raccontarvi come vede il mondo, l’Italia e la sinistra stessa. Una sinistra su cui abbiamo speso innumerevoli parole, ripetendo a volte concetti che sembravano scontati e persino banali.

Ma di questo ha bisogno oggi un nuovo movimento comunista e rivoluzionario: della consapevolezza della sua necessità nonostante quasi tutto intorno faccia apparire il progressismo come una debolezza umana e non invece una ricchezza sociale per la crescita e lo sviluppo di ciascun individuo, per la riaffermazione dei valori che legano umanità e natura, umanità e altre specie viventi.

Siamo comunisti perché la necessità della trasformazione sociale è storicamente determinata e, a meno che l’umanità non voglia consapevolmente scomparire nel breve lasso di tempo di qualche secolo, solo il regime della piena uguaglianza sociale, civile e morale, nell’esaltazione delle differenze e delle specificità di ognuno, può consentire la continuazione della specie, la preservazione dell’ambiente in cui vive e definire una armonia tra tutto ciò che su questa terra esiste.

Altra strada da percorrere per realizzare questa “utopia” non ne esiste. Tutte le altre vie conducono alla distruzione del pianeta, alla fine dell’esperienza umana.

In fondo, vedete, essere comuniste e comunisti è così logico, naturale, persino banale per chi si ferma un attimo a pensare che non siamo il centro dell’universo, ma che possiamo essere il centro del mondo se lo rispettiamo appieno.

Buon anno nuovo a tutte e a tutti!

MARCO SFERINI

30 dicembre 2018

foto tratta da Pixabay

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