Pietro Ingrao, 100 anni di rettitudine

Pietro Ingrao se ne è andato alla bellissima età di 100 anni. Un secolo di lotte, di vittorie e di sconfitte. Molti anni da “eretico” in un partito che...

Pietro Ingrao se ne è andato alla bellissima età di 100 anni. Un secolo di lotte, di vittorie e di sconfitte. Molti anni da “eretico” in un partito che ha contribuito a far crescere sul piano politico e sociale.
Lo ha fatto con una critica propositiva, continua. Lo ha fatto per evitare la dispersione di quei valori di giustizia sociale che, dopo il 1991, la sinistra ha lentamente trascurato, trasformato e in parte dimenticato. Almeno una certa sinistra che ha inseguito il mito del governo piuttosto che quello del potere.
Lo ha fatto stando sempre dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici, dei più deboli.
E lo ha fatto perché non c’era nulla da rinnegare ma c’era molto da riesaminare, elaborare con nuovi strumenti e nuove prospettive: ma sempre nel solco della ricerca di quell’altro mondo possibile che a Genova si scoprì esistere e che poteva e può imporsi come alternativa concreta di società.
Pietro Ingrao è uno degli ultimi padri della Repubblica, uno degli ultimi grandi comunisti che ha unito la sobrietà alla fermezza, la capacità di contrastare l’avversario politico e sociale con le armi di una dialettica che è sempre stata propria dei più alti intellettuali della sinistra.
La sua visione sociale non si è mai fermata alle questioni italiane. Ultimanente aveva anche scritto una poesia per Gaza, per le vicende tragiche che intercorrono in quelle martoriate terre. Aveva scritto una poesia per quei bambini che guardano increduli le bombe e i missili piovere su un piccolo lembo di terra.
Un uomo eclettico, pieno di risorse: politico, intellettuale, giornalista, poeta. Una vita ricca di passioni che ci vengono lasciate in eredità. L’eredità di un secolo di storia e di lotte per la causa dei lavoratori.
Almeno lui è rimasto comunista fino alla fine. E rimanerlo anche di questi tempi, per un uomo di così lungo corso politico, non deve essere stato per niente facile.
Che ti sia lieve la terra, compagno Ingrao.
Un abbraccio a Celeste Ingrao e a tutti i parenti.

MARCO SFERINI

redazionale

foto tratta da Wikipedia

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