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Mondo lavoro

Un nuovo caso Satnam Singh: operaio egiziano ferito e scaricato a un distributore

È stato abbandonato vicino a un distributore di benzina dopo essere caduto da un’altezza di circa tre metri, probabilmente mentre lavorava in un cantiere. Quello che che mercoledì sera è accaduto a Grado, in provincia di Gorizia, a un operaio di 53 anni di nazionalità egiziana ricorda molto quanto accaduto pochi mesi fa a Satnam Singh. L’uomo è rimasto ferito riportando traumi in più punti del corpo, ma invece di essere soccorso e portato in ospedale, è stato lasciato solo e senza cure. Sarebbe stato poi lo stesso operaio a chiedere aiuto direttamente al benzinaio che ha chiamato i soccorsi.

Secondo quanto si è appreso, l’uomo risiede a Milano e sarebbe in Italia regolarmente. Gli operatori del 118 che sono arrivati sul posto l’hanno trovato ancora cosciente ma molto sofferente per i forti dolori. La vittima non avrebbe rilasciato altre dichiarazioni e per ora non avrebbe  fornito spiegazioni utili a far luce sul caso, probabilmente perché era stato assunto in nero in un cantiere della zona e potrebbe essere caduto da un’impalcatura. In seguito è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Udine in codice rosso, dove ancora oggi è ricoverato in gravi condizioni.

«Non esito a definire terribile l’episodio accaduto a Grado. Un uomo di 53 anni di origini egiziane ferito sul lavoro in un cantiere viene lasciato davanti a un distributore di benzina. Nessun soccorso, nessuna pietà. Come fosse un oggetto e non un essere umano. Siamo davanti a una bestialità che non può essere in alcun modo giustificata. Questo episodio ci ricorda in maniera inquietante la tragedia di Satnam Singh a Latina, ucciso dalla ferocia di un caporale. Presenteremo una interrogazione parlamentare: non possiamo tacere davanti a quelli che sono veri e propri crimini contro la persona», dichiara Arturo Scotto del Pd.

«Quanto avvenuto a Grado si può definire solo come un crimine contro la persona e il lavoro: fatto salvo l’esito fortunatamente non letale. Gli inquirenti accerteranno i dettagli dell’evento e confido saranno trovati e puniti i responsabili di un fatto che riporta alla luce un ambito di grave illegalità. Questa è l’ulteriore conferma che anche in Friuli Venezia Giulia c’è una realtà sommersa di lavoro nero, sfruttamento, caporalato, che si approfitta del bisogno dei lavoratori, e qui potrebbe esserci anche l’omissione di soccorso. Serve più forza per combattere una realtà criminale che sfrutta i lavoratori e danneggia le imprese sane che rispettano le regole», afferma la segretaria regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia, Caterina Conti.

MARCO PASI

da il manifesto.it

foto: screenshot tv

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