Massimo Villone

  • Resistere e dissentire, non è mai troppo tardi

    Oggi si discute sempre meno di Costituzione e sempre più di fascismo, scrive Zagrebelsky su Repubblica. Alcune posizioni espresse nell’articolo sono ampiamente condivisibili, altre meno. Ma questo non assolve la stupidità del commento di chi riporta tutto al no alla riforma renziana del 4 dicembre 2016, che si vuole...
  • La saggia prudenza di Mattarella

    Forse non sapremo mai con certezza se Tria – che lo nega – ha minacciato le dimissioni, e se il Quirinale ha telefonato nelle ore convulse della trattativa sul deficit. Ma una chiave di lettura viene dai protagonisti di oggi e di domani. Le prime reazioni in sede Ue...
  • Se la Lega punta sulla «secessione dei ricchi»

    In apparenza, aumenta la fibrillazione tra i dioscuri di Palazzo Chigi. Ciascuno vuole piantare una bandierina nella legge di stabilità, e non ci si accontenta nemmeno più di segnali simbolici e di mero avvio. Su Tria si addensa una tempesta, e Di Maio – cui si aggiunge ora la...
  • Non ci resta che la soluzione politica

    L’estate è stata spesso palcoscenico di tormentoni politici, utili a riempire il vuoto di notizie e raggiungere una opinione pubblica distratta. Ma quella del 2018 passerà alla storia come il tempo di Salvini, capace di consolidare l’egemonia leghista sull’esecutivo giocando cinicamente su una emergenza migranti che oggettivamente non esiste....
  • M5S, come uscire dall’angolo stretto dell’alleanza

    Quanto valgono i sondaggi lo sappiamo, ma l’impatto del sorpasso della Lega su M5S è innegabile. Inoltre, la crescita della Lega non sembra essere a spese degli alleati del centrodestra, e la coalizione avanza. Se il trend si consolidasse, il centrodestra potrebbe trovare conveniente tornare alle urne. Dunque, l’arretramento...
  • Il “contratto” che aumenta le disuguaglianze

    Il 2 giugno italiani contro italiani, in trincee contrapposte, divisi sulla lettura delle regole, ed anche della Costituzione. Lo scrive Michele Ainis su Repubblica. E certo colpisce la mobilitazione di piazze pro e contro il capo dello stato. Può mai questa inedita contrapposizione essere coerente con la funzione del...
  • Contratto di destra, altro che coperture

    Il «contratto per il governo del cambiamento» tra Lega e M5S ci conferma un antico sospetto: quando si parte con lo slogan né di destra né di sinistra si approda alla fine a destra. Sta succedendo a Macron in Francia, accade ora in Italia. E non dobbiamo preoccuparci solo...
  • Quel fascino sottile del ritorno alle elezioni

    Il primo ciclo di consultazioni si è chiuso senza sorprese. Le posizioni degli attori principali erano note, e non sono emerse novità. Mattarella ha preso atto, e ha consigliato paternamente di riflettere. Ma le distanze non sembrano diminuire. Tanto che al prossimo giro il centrodestra andrà – a quanto...
  • Il nuovo PdR senza appeal né autocritica

    Dalla direzione Pd nulla viene che non si sapesse già. Governi chi ha vinto, nessuna compromissione, l’unica via è l’opposizione. Ma non pochi sono in ambasce, e li capiamo. È dura essere un partito non più di lotta e nemmeno di governo. Come spesso accade, nell’ufficialità dei dibattiti i...
  • Dalle liste alle urne

    La notte dei lunghi coltelli sulle candidature si è formalmente chiusa. Ma i veleni non saranno facilmente riassorbiti. Una prima domanda. Si potrà invertire il trend negativo del Pd, intorno al 22% in alcuni ultimi sondaggi? Certo non aiuta l’immagine del segretario solo e blindato nella sua stanza, che...
  • Ma nell’articolo 3 c’è l’identità del paese

    Gli antichi fantasmi mostrano una deplorevole tendenza a ritornare. Ma non era mai accaduto che un candidato di primo piano in una importante campagna elettorale facesse una esplicita affermazione razzista, come Fontana. Persino ribadita con un richiamo alla Costituzione. Il razzismo impone un rigetto immediato, senza se e senza...
  • Una campagna elettorale in stile maggioritario

    Si è avviata una campagna elettorale preoccupante: ogni competitor sta mettendo in campo non un progetto politico, ma proposte di bandiera. Dato il tempo breve che ci separa dal voto, sarà difficile vedere correzioni radicali nelle prossime – poche – settimane, e ancor più nell’immediato a causa del toto-candidature....
  • Presidente, quest’anno ci dia del tu

    Il discorso di fine anno del capo dello stato ha avuto un pregio indiscutibile: la brevità. Ma forse proprio per questo avvertiamo nei contenuti qualche mancanza. Di cosa? Anzitutto, del capo dello stato nelle sue funzioni specifiche. Mattarella ha fatto un grande sforzo per cancellarsi dal discorso. Siamo quotidianamente investiti dal...
  • Rosatellum, la saggia scelta della Consulta

    È passata quasi sotto silenzio l’inammissibilità dei ricorsi per conflitto tra poteri contro la legge elettorale. Con la pronuncia – preliminare rispetto al merito, comunque oggetto di una successiva decisione – la Corte costituzionale sbarra per il momento la porta. E il silenzio certifica come l’esito fosse in realtà...
  • Un anno dopo la battaglia continua

    Corre domani un anno dal voto che il 4 dicembre 2016 cambiò il corso della politica, e forse della storia, dell’Italia, respingendo l’attacco alla Costituzione. Davide abbatté Golia, spazzando via qualsiasi ambiguità e incertezza: 60% no, 40% sì. Eppure, all’inizio la battaglia sembrava disperata. Da una parte la scommessa...
  • La cieca nostalgia del maggioritario

    Intravediamo già i tormentoni del voto 2018. Berlusconi: Di Maio è un ragazzetto senza esperienza, incapace di superare lo scoglio universitario. Renzi: se avesse vinto il sì nel referendum il paese sarebbe più forte. Di Maio: imbrogliano per scipparci la vittoria, vogliamo osservatori internazionali. E tutti sul voto utile...
  • Rosatellum, la sfiducia nella democrazia

    Errare è umano, perseverare è diabolico. La Presidente Boldrini avrebbe dovuto ricordarsene, aprendo alle fiducie sul Rosatellum 2.0, dopo averlo già fatto con l’Italicum. Le ragioni di allora non furono convincenti, e ne scrivemmo su questo giornale (16/4/2015). Lo stesso può dirsi oggi. Il quadro costituzionale L’argomento centrale posto dalla Boldrini è...
  • L’antivirus si chiama proporzionale

    Per capire meglio la colluttazione in atto nella Commissione affari costituzionali della Camera in tema di soglie di sbarramento e coalizioni bisogna tornare ai fondamentali. Proporzionale o maggioritario? Alcuni – tra cui io – insistono sul ritorno al proporzionale. Passatisti ultras? Niente affatto. Il maggioritario in qualunque forma –...
  • Rosatellum: un aiuto a destra, un colpo a sinistra

    Tanto tuonò. Ma poi piovve? Rimane da vedere, perché il quadro dei sì e dei no al Rosatellum bis è variegato. Il relatore Fiano lancia proclami ottimistici, ma il vasto consenso si riduce a poco più di Pd, FI, Lega, e Alfano. Nell’urna parlamentare incidenti e imprevisti non sono...
  • Tutte le frecce nell’arco del Consultellum

    Un fantasma si aggira nel Palazzo: la legge elettorale. Con la decisione adottata dai capigruppo della Camera – in Aula a fine settembre se saranno conclusi i lavori in Commissione – la legge elettorale esce dagli scenari immediati della politica. Il tempo è il maggior nemico di una –...
  • La difficile ricerca del miglior interesse di Charlie

    La decisione finale del giudice britannico per Charlie Gard è vicina, ma forse non immediata. Potrebbe esserci prima un confronto con i medici disponibili a sperimentare una terapia che – per alcuni – apre nuove possibilità per la rarissima e incurabile malattia genetica che sta portando Charlie alla morte....
  • Sciopero, tentazioni incostituzionali

    Dopo i voucher ripristinati e lo scippo del referendum, siamo ora alla proposta di limitare il diritto di sciopero. Il governo Gentiloni sembrerebbe avere dismesso i toni bellicosamente antisindacali di Renzi. Ma nella sostanza ben poco è cambiato. Dobbiamo concludere che sindacati e lavoratori a palazzo Chigi sono ancora parenti...
  • Prima abrogare poi ripristinare, e lo scippo è compiuto

    Come si scippa un referendum al popolo sovrano? Con due semplici mosse. Prima si abroga la norma oggetto del quesito, e si provoca così la cessazione delle operazioni referendarie. Poi si approva una legge che reca la stessa norma, o – per evitare figuracce estreme – una simile. Chi...
  • Le prossime mosse di Renzi e il quarto polo

    Al Lingotto abbiamo visto che il Renzi 2.0 è tal quale alla prima versione. Ancora aspettiamo che ci dica non che ha sbagliato, ma perché, e come intende correggere la rotta. Ancora gli piace Marchionne, e lascia indefiniti il progetto e le alleanze. Né basta l’enfasi sul “noi” a...
  • Raccogliamo le firme per una legge elettorale proporzionale

    Le notizie che vengono dalla discussione sulla Legge elettorale sono preoccupanti. La riorganizzazione politica in atto, pur tendendo in parte a un rinnovamento di progetto e di prassi, non produce una discussione sulla Legge elettorale coerente con la Costituzione e in sintonia con il voto popolare del 4 dicembre....
  • La scissione nell’urna secondo il copione di Renzi

    Un ex segretario che fa il turista della modernità mentre in direzione Pd si certifica il disastro del partito. È l’ultimo insulto agli oppositori. Invece, quel che accade ha solide ragioni politiche. Matteo Renzi si è impadronito del Pd e delle istituzioni, e ha condotto il paese e il...
  • Il corto circuito tra politica e istituzioni

    La pronuncia della Corte costituzionale non ha sciolto i nodi politici, ma ha certamente aperto una fase nuova passando la palla alle forze in parlamento. E mentre è vero per i giuristi che la lettura di una sentenza richiede le motivazioni, così non è necessariamente per i politici. Per...
  • Ora il parlamento faccia il suo mestiere

    Strano destino, quello della Corte costituzionale. La sentenza 1/2014 sull’incostituzionalità del Porcellum è stata per molti versi epocale. Quella di oggi sull’Italicum è minimale, e lascia una traccia più modesta. Disco rosso al ballottaggio, giallo – grazie a un sorteggio – ai capilista bloccati, verde al premio di maggioranza....
  • Tre riforme che possono fare a meno di Renzi

    Che di Renzi non ci saremmo liberati facilmente lo sapevamo, fin dalle sue fiere affermazioni di abbandono in caso di sconfitta. Ma meraviglia rivederlo in campo tal quale, già in corsa per palazzo Chigi, alla cui porta è stato accompagnato dal popolo sovrano. Mentre la lista dei disastri a lui...
  • L’autocritica non c’è ma puzza

    Dalla direzione Pd Renzi ci informa che esistono riforme che non puzzano. Dobbiamo quindi implicitamente intendere che ritenga puteolenti quelle respinte da 19 milioni di italiani. Per una volta siamo d’accordo con lui. Ma quel che è mancato nel mea culpa di Renzi è l’analisi del come e del...
  • La responsabilità di fermare un azzardo

    In chiusura di campagna referendaria, Renzi certifica che la sua arma segreta è il voto degli italiani all’estero. Dovrebbe invece sperare che il voto dei cittadini residenti in Italia non sia capovolto da quello dei non residenti. Il motivo è sostanziale prima che formale. Non solo quel voto è...
  • Referendum, l’illusione che rinviare significhi vincere

    Alfano, ministro dell’interno, ha acceso le polveri sul possibile rinvio del voto referendario per il terremoto, e Renzi ha subito smentito. Ovvio. Un rinvio così motivato richiederebbe la modifica con decreto legge della tempistica imposta dalla legge 352/1970. Fatalmente, sarebbe letto come la mossa disperata di chi teme di...
  • Taci, il ministero degli interni ti ascolta

    Siamo venuti in possesso di una circolare prefettizia che, su sollecitazione del ministero dell’Interno, richiama in occasione del voto referendario il «divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione» a partire dal 28 settembre, giorno in cui sono state indette le elezioni. Le sole comunicazioni consentite sono...
  • Come smontare gli argomenti del Sì

    Intorno al voto referendario crescono non gli argomenti, ma il rumore. Ora, per la riforma dell’Italicum: si modifica, e come? C’è una proposta Pd, e quale? Ma alla fine Renzi che vuole davvero? Il cardine del sistema elettorale nel Renzi-pensiero è dato dal primo turno con soglia seguito da...
  • Voto all’estero, come potremo fidarci?

    Boschi si autocelebra in un tour mondiale per il Sì fra gli italiani all’estero. Fin qui si può forse capire, anche se è bassa cucina propagandistica. Non si capisce e non si perdona, invece, il supporto logistico e la presenza ufficiale di un’ambasciata. I pubblici impiegati – inclusi quelli...
  • Lo strappo della Consulta

    Tanto tuonò che piovve. I rumors su un rinvio da parte della Corte costituzionale, e su contrasti nel merito, erano diventati insistenti. È ora ufficiale la notizia del rinvio dell’udienza del 4 ottobre, di cui non si conoscono al momento le motivazioni. È uno strappo non insignificante. Sarebbe fragile...