Iraq

  • Il paese dei cedri e dei fenici, mai senza una vera pace

    Ogni volta che sento parlare del Libano penso a due cose: al profumo dei cedri e ai fenici. Non so se in contemporanea, se per associazione di libere immagini, ma mi è sempre piaciuto pensarlo così. Invece, fin da quando ero ragazzo ed imperversavano le guerre arabo-israeliane, gli scontri...
  • L’Iran tra svolta sociale e svolta “democratica”

    Quando una crisi internazionale diviene tale, si ramifica e assume tutte le connotazioni di un potenziale conflitto bellico, è naturale che si schierino non soltanto le forze in campo ma che si schieri soprattutto l’opinione pubblica. Di altro non si tratta se non dell’eterodirezionalità con cui grandi testate giornalistiche...
  • L’Italia e la tempesta perfetta

    Il discorso di Trump in risposta all’attacco missilistico contro la base Usa in Iraq, non è l’annuncio di un pari e patta com’era da sperare, al contrario è un rilancio: chiama in causa la Nato «da riposizionare in Medio Oriente»; muove sanzioni all’Iran – che però «deve prosperare» –...
  • L’ultimo colpo di Soleimani: Baghdad caccia i marines

    Lo aveva annunciato l’ex presidente Obama, per metterlo in stand by con l’avanzata dello Stato islamico. Il suo successore Trump lo aveva promesso in campagna elettorale. Ora il ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq potrebbe realizzarsi nel modo meno atteso: su ordine del governo di Baghdad, segnando – potenzialmente –...
  • La Sinistra Europea condanna l’attacco USA a Baghdad

    L’attacco statunitense all’aeroporto di Baghdad, ordinato da Donald Trump, che ha avuto “tra le altre conseguenze” l’assassinio del generale iraniano della guardia rivoluzionaria Qassem Soleimani e di altre cinque persone, non è solo condannabile “per sé”, ma  anche perchè significa aumentare la forte tensione che già esiste nella regione,...
  • Le basi italiane fuori dalla guerra

    Tutto quello che nel discorso di fine anno del Presidente Mattarella era solo accennato come augurio – «…il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti…» – nel giro di...
  • Né con gli USA né con l’Iran: solo autodeterminazione dei popoli

    In mezzo c’è l’Iraq, ma nessuno sembra accorgersene. Nella partita di guerra non guerreggiata tra Stati Uniti d’America e Iran c’è il vecchio Stato disfatto, ricomposto e ora conteso tra chi voleva espandere l’egemonia sciita fino al Mediterraneo (questi almeno pare fossero i piani della Repubblica islamica e, segnatamente,...
  • La guerra contro i curdi finisce in decima pagina

    Non produce ancora abbastanza morti e genocidi la guerra scatenata dalla Turchia di Erdogan contro i curdi del Rojava per guadagnarsi ogni giorno la prima pagina dei giornali italiani. Si va su altro: dai cento anni di carcere inflitti ai leaders catalani fino alla mancata copertura per la finanziaria...
  • Il Rojava reagisce: i giovani prendono le armi e presidiano il confine

    Una colonna di fumo nero si alza tra i negozi e le case di Qamishlo. Un kamikaze, probabilmente dell’Isis, è saltato in aria ieri a bordo di un’auto davanti a un ristorante pieno di civili: tre morti e nove feriti. Il video che ci arriva da Rojava è la...
  • Tutti in piazza contro la guerra di Erdogan

    La reazione all’inziativa militare di Erdogan nel Rojava, denominata Peace Spring, ha già travalicato i confini territoriali, grazie al lavoro delle associazioni della diaspora curda e dei tanti comitati di solidarietà in tutto il mondo. Il Rojava Solidarity Committee Europe in una nota indice una giornata mondiale di protesta,...
  • Rojava, «chiuso» per tradimento americano

    Con l’attacco della Turchia alla Siria è ufficiale: abbiamo venduto la pelle dei curdi che gli americani avevano usato come maggiore alleato contro il Califfato. In fondo si poteva immaginare quando entrai a Kobane il primo ottobre del 2014 e la città era in mano per il 70% ai...
  • “Yurtta Sulh, cihanda Sulh”

    Halle, Germania. Un giovane di ventisette anni, dichiaratamente neonazista, imbottisce la sua macchina di ogni tipo di armamento, si dirige verso la Sinagoga nel giorno dello Yom Kippur e tenta di fare una strage di coloro che reputa “la causa di ogni male“: gli ebrei. Rojava, Kurdistan siriano. Le...
  • La crisi siriana dentro lo scacchiere mediorientale

    Per comprendere appieno quanto sta avvenendo in queste ore in Siria, occorre fare un breve salto indietro nel tempo, perché gli schemi di guerra si ripetono ormai con una sfibrante similarità da rendere evidente una linea di condotta dell’imperialismo multipolare (russo e americano essenzialmente, contrapposto oggi diversamente rispetto al...
  • Mosul è a fine dell’utopia territoriale ma non dell’«idea»

    La notizia della distruzione della moschea al-Nuri di Mosul è stata accompagnata dalle celebrazioni per l’imminente sconfitta dello Stato islamico. Per molti, quella moschea scelta da al-Baghdadi come palcoscenico per l’investitura a Califfo dell’umma islamica incarnava l’utopia del progetto statuale dell’Is. Distrutte le sue mura, crollato il minareto di...
  • Il terrore e la rimozione della guerra

    «Siria, 500 marine e milizie curde schierate verso Raqqa, raid aereo Usa fa strage di sfollati», così titolavamo una nostra pagina ieri. Ecco il punto. Se si rimuove e cancella la guerra in corso, gli strumenti di analisi per comprendere gli attentati jihadisti come quello sanguinoso di Londra, è...
  • Baghdad avanza. Ma a Mosul lo scontro è tra Turchia e Iran

    Con la conferenza di Ginevra sulla Siria alle porte e la controffensiva su Mosul ovest appena ripartita, Iran e Turchia sono di nuovo ai ferri corti. Impegnati nella tregua siriana e presenti sul campo iracheno, sono stati costretti dagli attuali equilibri a sedersi allo stesso tavolo. Ma senza amore....
  • 100 e 4 miliardi

    Proviamo ad osservare ciò che accade nel mondo individuando un denominatore comune o, almeno, un minimo di legame possibile che si può trovare tra eventi apparentemente molto diversi e lontani fra loro, se non altro per le distanze geografiche che li separano. Proprio nel primo giorno della convenzione tutta...
  • Dormi, bambino, tra le macerie della guerra

    Ve ne siete accorti, finalmente, dei milioni di bambini che muoiono sotto le bombe occidentali, per mano della follia del califfato nero, tra le macerie di Aleppo, di Raqqa e di tanto deserto che sta tra le coscienze occidentali e il lontano Medio Oriente. Ve ne siete accorti e,...
  • Il lascito dell’Isis, 72 fosse comuni, 15mila cadaveri

    Il corridoio di terre tra il Tigri e l’Eufrate, il cuore della Mezzaluna Fertile, oggi è ridotto ad un cimitero. La macabra scoperta di ieri aggiunge morte alla morte: 72 fosse comuni, lascito dell’occupazione dello Stato Islamico, sono state individuate tra Siria e Iraq. Sarebbero 15mila i cadaveri, secondo...
  • Blair e il giudizio blando per l’incendio del mondo

    “Una decisione precipitosa”. Così John Chilcot, il presidente della commissione d’inchiesta sulla partecipazione del Regno Unito all’intervento militare in Iraq del 2003, ha definito la decisione presa allora dal governo britannico, guidato da Tony Blair di affiancare gli Stati Uniti nella guerra contro Saddam Hussein. A sette anni dall’inizio dei...
  • Un’altra guerra fatta nel falso nome della libertà

    Ma davvero può esistere un “bombardamento giusto”? Vorrei evitare qualunque retorica, anche quella pacifista, eppure dalla pace non si può prescindere. Se lo si facesse, si creerebbe un precedente pericoloso, legittimando la guerra e consegnandole la patente di “giusta” o “ingiusta” a seconda delle situazioni. Non è nemmeno il caso...
  • Dietro al fucile: 25 anni di guerre visibili e invisibili

    Un quarto di secolo. Tanto è passato da quel 1991 quando iniziarono le guerre nel Golfo Persico, almeno quelle di “nuova generazione”, quelle che l’amministrazione americana ha promosso per farsi largo nel dominio economico dell’area della Mezzaluna fertile. La televisione di allora ne diede notizia quasi ne fosse sorpresa...
  • Il problema non è il prezzo del fucile

    Il problema è l’arma, la bomba, il kalashnikov. Il problema è la guerra. Il problema è ancora questo: l’Italia torna in guerra direttamente o indirettamente. E lo fa distribuendo armi ai curdi del Kurdistan iracheno. Armi simili a quei fucili che Cavour permetteva venissero dati ai garibaldini che scalpitavano...