Rifondazione Comunista
Rifondazione verso il fronte progressista, contro il pericolo autoritario
Nell’ultima riunione del Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista, il parlamentino del partito, è stata approvata la linea tracciata dal Segretario Maurizio Acerbo di contribuire alla costruzione di un fronte democratico, costituzionale e antifascista.
È la premessa di un dialogo ritenuto opportuno per fare la propria parte nella lotta contro le destre estreme al governo, contro il melonismo e non di meno contro nuovi tentativi di restaurazione delle politiche liberiste in Italia per mano di forze di centrosinistra.
Maurizio Acerbo sintetizza proprio così, le documento di cui pubblichiamo alcuni stralci, l’intenzione di perseguire la volontà anche del popolo referendario del NO che ha impedito lo stravolgimento della Carta costituzionale mediante la controriforma di Meloni e Nordio rivolta contro la Magistratura.
Non è mancata la spaccatura interna ormai endemica dall’ultimo congresso con la parte di Rifondazione guidata da Paolo Ferrero che ha prodotto un documento alternativo per una conta interna immediata e non rimandata al momento in cui, invece, si avrà contezza anche della nuova legge elettorale.
La spinta uguale e opposta sta provocando un dibattito piuttosto acceso e cristallizzato. Una ripetizione di contrapposizioni un po’ storiche sempre presenti in ogni momento di carattere elettorale e, soprattutto, nazionale.
La scelta di Acerbo appare quindi quella di traghettare Rifondazione Comunista verso un ambito progressista largo che sia l’erede tanto delle lotte per il salario minimo, per la difesa dei posti di lavoro, del potere di acquisto in generale tanto delle lavoratrici e dei lavoratori quanto dei pensionati, nonché di un movimento per il disarmo, per la pace, per un muamento sociale che riguardi quindi anche un radicale cambiamento civile e umano nella considerazione dei diritti tutti.
Proponiamo di seguito alcuni passaggi del documento approvato dal Comitato politico nazionale del PRC in merito:
«A partire dall’analisi della fase il Congresso del PRC ha riportato il tema delle possibili convergenze elettorali dalla sfera del dogma identitario alla concreta valutazione politica del contesto, dei rapporti di forza e delle contraddizioni che esistono nei diversi campi».
«…coerentemente con la nostra storia che non mai equiparato la destra fascista e leghista al centro-sinistra anche nei momenti di più aspro conflitto, il Partito della Rifondazione Comunista propone alle forze sociali e politiche di opposizione al governo Meloni di lavorare per un Fronte democratico per la Costituzione che ponga le basi per una coalizione elettorale maggioritaria».
«Non si tratta per Rifondazione Comunista di aderire al “campo largo” e al centrosinistra. Lo dimostra l’articolazione territoriale della nostra collocazione nelle elezioni amministrative, la coerenza e la radicalità del nostro impegno nei movimenti e nelle lotte spesso in aperto contrasto con le politiche del centrosinistra».
«Mantenendo la nostra autonomia politica e programmatica intendiamo verificare la possibilità di un accordo che consenta di convergere nel comune obiettivo di sconfiggere la destra e di determinare un cambiamento nel paese che risponda almeno su alcune questioni essenziali ai bisogni delle classi popolari».
«L’obiettivo del nostro partito è di fare sentire in questo Fronte principalmente la domanda politica di coloro che hanno votato “No” al referendum ma che nel 2022 non avevano sostenuto nessuna delle forze di opposizione (nemmeno la nostra)».
«La difesa e l’attuazione della Costituzione implicano un programma di pace, disarmo e di giustizia sociale. Un’alternativa al governo Meloni non è credibile se non si traduce in un programma di radicale discontinuità con le politiche neoliberiste e guerrafondaie perseguite anche dai governi di centrosinistra e tecnici».
RED.
14 aprile 2026


















