Guerre e pace
«Prepara la pace», 500 organizzazioni contro il riarmo Ue e l’autoritarismo
Il 24 e 25 gennaio a Bologna l’assemblea nazionale «Contro i re e le loro guerre»
Una convergenza tra organizzazioni per fermare la deriva bellicista dell’Unione europea che provocherà la distruzione del diritto internazionale, dello stato di diritto e dello stato sociale. Con questo obiettivo oggi 500 sigle di organizzazioni sociali e politiche si riuniranno per aprire una fase programmatica che culminerà nell’assemblea nazionale del prossimo 24 e 25 gennaio a Bologna “Contro i re e le loro guerre”.
L’appuntamento di oggi della campagna europea Stop rearm europe – Italia si intitola “Se vuoi la Pace, prepara la Pace” e costituisce «una tappa di un percorso di mobilitazione più ampio, che ha attraversato gli scioperi e le manifestazioni di un autunno caldissimo», dicono i promotori Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia, Attac e Transform Italia.
«Non c’è tempo da perdere: convergiamo per fermare guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo – spiega al manifesto Raffaella Bollini di Arci nazionale che concluderà l’assemblea- è un momento drammatico: ci si è scordati che ancora nella Striscia di Gaza si muore e siamo avviluppati da quattro anni nel conflitto ucraino con l’Europa che ha puntato solo su una possibile vittoria militare lasciando a Trump lo spazio del negoziato. Ma noi lo diciamo dall’inizio: la guerra non è ineluttabile».
L’incontro si svolgerà on line e sarà articolato in sessioni tematiche. La prima avrà un focus sull’Ucraina con interventi, tra gli altri di Flavio Lotti (Fondazione Perugia Assisi), Pierangelo Milesi (Acli), Dario Tamburrano del M5s, Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e Gianluca Peciola di Sinistra Italiana. Seguirà un focus sul riarmo europeo con Giulio Marcon, Sbilanciamoci, Francesco Vignarca, Rete Italiana Pace e Disarmo, Antonio De Lellis, Pax Christi e Stefano Risso (Attac).
Poi “Militarizzazione dei territori, della produzione e resistenze” con il Movimento Focolari, la Fiom Cgil, Weapon Watch, Collettivo di Fabbrica ex GKN e i comitati locali che si oppongono alle basi militari come quello di Colleferro, i No Base e il movimento No Tav. Infine un momento di approfondimento sulla declinazione della formazione e della ricerca verso la propaganda militare, con il contributo della Rete Studenti Medi, dell’Unione degli Universitari e della Rete della Conoscenza Pax Christi, A Pieno Regime, Rete Numeri Pari, Arci-Protection Hub e Equipaggi di Terra.
«Nascerà un gruppo di lavoro permanente sui giovani, le scuole e la militarizzazione del sapere», dice ancora Bollini che spiega come la rete europea contraria al riarmo conti ogni giorno nuovi ingressi di realtà e associazioni che hanno lo stesso fine in diversi paesi europei. «Già in Germania c’è stata una poderosa manifestazione contro la reintroduzione della leva e sciopereranno di nuovo il 5 marzo – ricorda Bollini – noi lavoriamo per costruire collegamenti tra le organizzazioni studentesche dei paesi dove c’è opposizione all’autoritarismo e alla riconversione militare del sistema produttivo».
LUCIANA CIMINO
foto: screenshot ed elaborazione propria














