Stati Uniti d'America
La sanità statunitense verso la catastrofe
Nell’agosto 2024 Robert Francis Kennedy Junior (d’ora in poi RFK) compare sul palco dello stadio di Glendale in Arizona accanto a Trump, declamando “Non volete sicurezza per i vostri bambini? Volete che il cibo con cui li nutrite non sia pieno di sostanze chimiche che provocano il cancro e malattie croniche? E non volete un presidente che riporti l’America di nuovo in salute?”. Nasce quel giorno MAHA (Make America Healthy Again), una sottospecie del trumpiano MAGA (Make America Great Again).
Col suo transito al seguito di Trump da democratico qual’era (come tutta la famiglia Kennedy), RFK è stato nominato, nel febbraio scorso, segretario della Sanità; votato da 52 senatori Repubblicani su 53 (i 48 democratici hanno votato contro). In tale occasione, e ancora in aprile alla CBS, ha dichiarato: “Ho sempre detto, durante la mia campagna elettorale e in ogni dichiarazione pubblica, che non toglierò i vaccini alle persone”.
Ma il caos nella Sanità statunitense, peraltro già abbondantemente claudicante o inesistente per le fasce sociali media e povera, è deflagrato a cavallo tra agosto e settembre. La fatidica goccia è tracimata con la rimozione di Susan Monarez, direttrice dei Centers for Disease Control and Prevention (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie – CDC), seguita dalle dimissioni di quattro alti funzionari della stessa agenzia federale e, il giorno seguente, da una manifestazione del personale in loro sostegno.
Nella stessa giornata, la Food and Drug Administration, un altro settore federale governato ora da RFK, ha pubblicizzato una riduzione (quella che Monarez non aveva voluto firmare) delle condizioni necessarie per ricevere i vaccini COVID-19, che saranno destinati solo più alle persone di età superiore ai 65 anni. Agli altri sarebbe concesso il vaccino solo se a rischio potenziale, certificato da un medico, di malattia grave o morte. Molte farmacie degli USA hanno sospeso la distribuzione dei vaccini per timore di violare la legge che sarà diramata, la quale trasforma gli Stati Uniti nell’unico paese dell’Occidente ricco a negare il vaccino COVID alla maggioranza della sua popolazione.
Non è chiaro anche quanto potrà accadere ai vaccini antinfluenzali, somministrati in autunno, poiché RFK è un noto avversario delle vaccinazioni e per i bambini propone una massiccia dose di vitamina A (che in grandi dosi può provocare danni al fegato). Difatti, ha rimosso le raccomandazioni federali che suggerivano anche a donne in gravidanza e bambini sani di età compresa tra sei mesi e 17 anni di fare il vaccino contro il COVID-19.
Ciò, che è avvenuto in assenza di motivazioni scientifiche e di confronto con enti e persone competenti, ha indotto reazioni nel mondo medico: una per tutte quella del dottor Steven Fleischman, presidente dell’American College of Obstetricians and Gynecologists, che ha dichiarato che “la scienza non è cambiata. È molto chiaro che un’infezione da Covid durante la gravidanza può essere catastrofica”.
RFK ha nominato Jim O’Neill, suo vice segretario del ministero e senza alcuna competenza in campo medico, a reggente temporaneo del CDC. Questi è un ex socio dell’imprenditore tecnologico miliardario Peter Thiel (ideologo libertario che ha scritto “Non credo più che la libertà e la democrazia siano compatibili”), di cui prima ha gestito uno dei suoi fondi di investimento, poi un’organizzazione senza scopo di lucro che lavorava per realizzare isole artificiali al di fuori delle acque statunitensi, per sperimentarvi nuove forme di governo (di pochi miliardari).
Un milione e 200.000 statunitensi erano morti per covid. La dottoressa Deborah Birx, specialista in malattie infettive, ha calcolato che se i primi 100.000 decessi non erano prevenibili, la gran parte degli altri sono stati conseguenza dei ritardi e delle contraddizioni nell’affrontare la pandemia negli USA. RFK non si esprime sui morti da covid perché non ne riconosce la portata.
Guarda caso, l’attacco alla professionalità e alla scientificità dei CDC, fondati nel 1946, ma che nella prima fase del covid non hanno certo brillato per pronto intervento e hanno pure subito la concorrenza sottovalutatoria della “Casa Bianca Coronavirus Task Force“, era previsto nel Project 2025, la summa reazionaria preparata dalla Heritage Foundation di estrema destra e ora attuata dall’amministrazione Trump.
Così come la soppressione del notiziario scientifico settimanale del CDC che forniva informazioni e aggiornamenti sulle epidemie e su altre malattie, nella logica trumpiana, già attuata con le previsioni meteorologiche e con le statistiche sull’occupazione, di silenziare le brutte notizie (una manovra non nuova, attuata anche dal fascismo nel Ventennio). Alcuni commentatori si stupiscono che Trump continui a nominare persone senza competenze specifiche ad incarichi di grandi rilevanza (una per tutti, Linda McMahon, fondatrice di una federazione di Wrestling, alla responsabilità dell’Istruzione). Ma appare chiaro che tali nomi sono funzionali ad un progetto politico di smantellamento dell’Ente coinvolto o di profondo cambiamento dei suoi scopi.
Se RFK, nipote di John e figlio di Robert, avesse voluto continuare la sua precedente meritoria attività a favore dell’ambiente, della pace e del diritto della donna a decidere della sua gravidanza, evidentemente non avrebbe ricevuto incarichi da Trump, nelle cui truppe è invece traslocato. Il posto governativo a cui ambiva lo ha ottenuto con la sua attività di no vax a livello internazionale, fondatore dell’organizzazione anti-vaccino Children’s Health Defense.
Per la quale è stato denunciato in occasione dell’epidemia mortale di morbillo del 2019 nell’arcipelago delle Samoa americane, quando il dottor. Alec Ekeroma, direttore del Ministero della Salute di Samoa, che stava organizzando le vaccinazioni, affermò che RFK, promuovendo sul posto le sue idee anti-vaccino, aveva concorso alla morte di 83 persone, la maggior parte dei quali bambini piccoli.
RFK sostiene adesso le politiche di Trump sul divieto d’aborto a livello federale. Così pure, aderisce alle politiche di negazionismo climatico e di concessione dei parchi nazionali ai trivellatori, ai tagli delle già scarse coperture sanitarie Medicaid per i poveri, all’uscita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, al sostegno alla politica criminale di Netanhiau contro i palestinesi. E non risponde alla domanda del senatore Bernie Sanders se la salute sia o no un diritto umano.
Seppur diriga un un’agenzia federale (il Ministero della Salute, lo chiameremo in Italia) che impiega 90.000 persone con un budget di 2.000 miliardi di dollari, RFK, che non possiede alcuna qualifica medica o scientifica, avendo solo studi legali, sta decidendo quali farmaci vietare o consentire. E seguendo Musk nell’allontanamento di personale sgradito o reputato inutile, da febbraio ha licenziato quasi 2.000 dipendenti del CDC e a giugno ha cacciato tutti e 17 gli esperti della Commissione di consulenza sulle pratiche di immunizzazione e li ha rimpiazzati con persone, molte delle quali critiche dei vaccini anti Covid, con scarse conoscenze scientifiche.
La sua politica per la sanità non prevede la diminuzione del costo dei farmaci o il restringimento del ruolo delle grandi imprese farmaceutiche, affidando magari allo Stato la produzione di farmaci, non prevede un servizio sanitario nazionale gratuito che in USA non esiste, ma è concepita con gli attivisti che lo circondano da anni, sedicenti esperti della materia con argomenti ricavati da internet, i quali, già durante la prima amministrazione Trump, proponevano contro il Covid i farmaci ivermectina e idrossiclorochina, che sono stati i primi suggerimenti che Trump stesso aveva proposto ad inizio pandemia.
Per poi farsi vaccinare, così come RFK ha fatto coi suoi figli, pur continuando a sostenere che i vaccini causino l’autismo (per motivi che non ha ancora dettagliato e che potrebbero riguardare pochissimi casi, tra cui, nel 2001, il figlio di un avvocato presso la succitata associazione anti-vaccini fondata da RFK). Dei pochi propositi positivi enunciati al suo insediamento, RFK ha raggiunto finora solo la graduale rimozione dei coloranti sintetici dai cibi. Per il resto sta rivoltando le politiche immunologiche della Nazione con licenziamenti di massa e progressiva abolizione dei vaccini.
E ha cancellato 500 milioni di dollari di sovvenzioni e contratti per il lavoro sui vaccini mRNA, riversandoli su un approccio alla progettazione di vaccini intervirus, utilizzati per la prima volta più di 200 anni fa, che lasciano molte perplessità alla comunità scientifica. Trump, forse più cautamente, ha chiesto alle aziende farmaceutiche di dimostrare che i vaccini COVID-19 mRNA funzionino.
L’8 agosto, un uomo, che dava la colpa dei suoi problemi mentali ai vaccini assunti contro il Covid, ha sparato centinaia di colpi contro gli uffici dei CDC di Atlanta e poi si è tolto la vita dopo aver ucciso un poliziotto. RFK ha porto le proprie tardive condoglianze (al mattino aveva postato sui social media una foto di se stesso col salmone che aveva pescato) mentre Trump non ha mai parlato della sparatoria.
Un gruppo di dipendenti del CDC licenziati ha addebitato la sparatoria alla retorica anti-vaccino diffusa dei membri dell’amministrazione Trump e soprattutto da RFK, che aveva descritto il vaccino anti Covid come “il più letale mai creato”, rendendosi a loro parere “direttamente responsabile della criminalizzazione della forza lavoro del CDC attraverso le sue continue bugie sulla scienza e la sicurezza dei vaccini”. Sull’argomento della salute mentale, Trump, che dà del pazzo ad ogni piè sospinto ai suoi avversari politici, alla fine di luglio ha firmato un ordine esecutivo per l’istituzionalizzazione obbligatoria “a lungo termine” delle persone con malattie mentali che soffrono della mancanza di una casa.
Lo scenario si è materializzato nei recenti rastrellamenti a Washington, che inizialmente hanno colpito soprattutto senzatetto, da Trump etichettati tutti come matti pericolosi. Senza tener conto che la grandissima parte di loro è disoccupata o con salari così bassi che non permettono un alloggio e che solo una piccola parte con problemi ha goduto di un appoggio dei servizi sociali che ora perderanno: non solo le loro tende sono rimosse se non distrutte ma anche stanno saltando milioni di dollari di sovvenzioni all’assegnazione di rifugi per i senzatetto e di ricerca sulla salute mentale.
Il 4 settembre, RFK, convocato dalla Commissione Finanze del Senato, ha detto che “che qualsiasi americano che vuole un vaccino anti-Covid può ottenerne uno” (ciò che ormai non è più vero), che detti vaccini causano danni diffusi e gravi, tra cui la morte, in particolare nei giovani (un’affermazione per la quale non ha dato, e non ci sono, prove), che siano state imposte mascherine nocive ai bambini. E ha anche dichiarato che un grande uso di antidepressivi potrebbe causare comportamenti violenti tra cui le sparatorie nelle scuole (magari essi non sono una panacea da abusare ma anche di questo collegamento non esistono prove). Qui ha evitato di citare il fatto che circolino negli USA 500.000 armi private, a cui soprattutto la sua (nuova) parte politica non vuole mettere controlli.
Dopo questa audizione, si stanno susseguendo dichiarazioni e azioni da varie parti. 1.000 dipendenti ed ex dipendenti HHS hanno chiesto le dimissioni di RFK e la nomina di un nuovo Segretario della Salute e dei Servizi Umani; uno “le cui qualifiche ed esperienze assicurino che la politica sanitaria sia informata da una scienza indipendente e imparziale”, ricordando che RFK aveva fatto riferimento al CDC come “un pozzo nero di corruzione”, accusandone gli addetti di nascondere al pubblico che i vaccini danneggino i bambini, essi aggiungono: “Riteniamo che la politica sanitaria dovrebbe essere basata su principi forti e basati sull’evidenza piuttosto che su una politica partigiana. Ma sotto la guida del segretario Kennedy, le politiche sanitarie stanno mettendo a rischio la salute di tutti gli americani, indipendentemente dalla loro appartenenza politica”.
La lettera precisa anche che RFK “nomina ideologi politici che si presentano come esperti scientifici” Alcuni Stati dell’Unione stanno cercando di tamponare la deriva, varando proprie regole sanitarie: Washington, Oregon e California hanno già formato una “Alleanza per la Salute della costa Ovest” e una coalizione di otto Stati del Nord-Est ne sta preparando un’altra per ordinare i vaccini direttamente dalle imprese farmaceutiche. Sul versante politico opposto, alcuni Stati stanno smontando ogni prevenzione coi vaccini; per primo la Florida, che sta per discutere in Parlamento la cancellazione di tutti gli obblighi di vaccinazioni (inclusi morbillo e polio) per le scuole pubbliche.
Ciò malgrado un sondaggio del Washington Post abbia rilevato che l’82% dei genitori della Florida appoggino l’obbligo per vaccini come morbillo e polio nelle scuole pubbliche, una percentuale simile a quella nazionale.
Il sindacato National Nurses United (NNU) critica RFK che “sta usando affermazioni ingannevoli che gettano dubbi sul fatto scientificamente inconfutabile che i vaccini salvano vite umane” e una coalizione di sei importanti organizzazioni sanitarie statunitensi (di pediatri, medici generici della sanità pubblica, infettologi e ginecologi) ha intentato una causa federale presso la Corte Distrettuale del Massachusetts contro RFK e il ministero, chiedendo il ripristino immediato delle raccomandazioni vaccinali.
I senatori del Partito Democratico hanno chiesto formalmente che RFK sia sollevato dal suo incarico a causa del suo “sconsiderato disprezzo per la scienza e la verità”. Il senatore Bernie Sanders lo ha motivato col fatto che “La realtà è che il segretario Kennedy ha tratto profitto e costruito una carriera sulla semina della sfiducia nei vaccini. E ora sta usando la sua autorità per lanciare una guerra in piena regola contro la scienza, la salute pubblica e la verità stessa”.
Anche alcuni senatori repubblicani, tra cui Bill Cassidy, un medico, hanno criticato le politiche di RFK, preoccupati della confusione e dalla preoccupazione indotta tra la gente dalle nuove linee guida, anche in vista delle elezioni parlamentari di medio termine del 2026. E pure Jeremy Adams, chirurgo generale (surgeon general) della prima amministrazione Trump, ha esortato il presidente a licenziare RFK.
I tagli alle risorse di Trump (nel campo specifico della salute sono finora del 10% del personale) e l’ideologia no vax di Robert Francis Kennedy Junior, che diffonde ipotesi non suffragate da prove scientifiche, mettono a repentaglio la capacità pubblica di affrontare sia le non improbabili future grandi emergenze sanitarie sia la quotidianità dell’intervento sanitario negli Stati Uniti. Che è già basato sul privato, sottomesso alle lobby delle multinazionali farmaceutiche e gravante, non solo sui poveri ma un ampia fascia di popolazione, in termini di spesa impedente le cure.
Il popolo statunitense si trova quindi a chiedersi se le indicazioni del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), già spesso contraddittorie nel passato per il condizionamento presidenziale, ed oggi un Ente progressivamente sgretolato dai tagli, provengano dalla scienza oppure dai politici che sono al comando; da ricerche serie e testate oppure da letture di siti che vedono cospirazioni dappertutto.
Le tutele sull’argomento della salute ma anche sul lavoro, sul diritto di voto, sulla difesa dell’ambiente, sul diritto all’aborto, ecc, sono sempre più divaricate tra Stato e Stato dell’Unione e prefigurano una sempre maggiore divisione degli Stati Uniti.
EZIO BOERO
9 settembre 2025
Foto da Pexels, di John Guccione
Fonti:
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M. Gruenberg-j.Wojcik, New vaccine rules mean higher death rate nationwide, People’s World, 28.8
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