Politica e società
La manovra è un disastro per il Ssn
Nonostante gli impegni, sono stati bocciati gli emendamenti che stanziavano risorse extra-contrattuali per i medici
La versione finale della manovra lascia insoddisfatti i medici. I rappresentanti dei principali sindacati di categoria parlano di un «teatrino disonorevole» e di «stato sociale sostituito dal concetto di stato economico». Al centro delle accuse c’è un emendamento, prima segnalato dalla stessa maggioranza di governo tra quelli da approvare e poi affondato nella notte, che avrebbe destinato oltre quattrocento milioni di euro alle indennità di medici del Ssn più altre risorse per specialisti ambulatoriali. Fondi che avrebbero rimpolpato le buste paga dei professionisti a partire dal 1 gennaio 2026, e che ora rimangono congelati per almeno altri dodici mesi.
«Un disastro – sostengono le sigle Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Sumai, Fimp, Fimmg – privo di logica, privo di programmazione, privo di gratitudine per chi nonostante tutto regge un servizio sanitario in crisi».
L’ira dei medici nasce da un tradimento esplicito da parte del governo, che ha messo l’austerity davanti al diritto alla salute. Solo il 18 novembre, infatti, era stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto collettivo 2022-2024 tra Aran e una parte dei sindacati. L’accordo prevedeva una perdita di potere d’acquisto rispetto all’inflazione di circa cinquecento euro mensili, che il governo si era impegnato a recuperare almeno parzialmente con fondi «extra-contrattuali» da distribuire al di fuori del negoziato con un emendamento di maggioranza alla manovra.
L’accordo aveva spaccato anche il fronte confederale, che però tra i medici ospedalieri rappresenta appena un quinto dei lavoratori: Cisl e Uil avevano firmato insieme agli altri sindacati di categoria, la Cgil no.
La bocciatura dell’emendamento ora dà ragione a chi non si era fidato della promessa. «Lo avevamo detto che era un errore firmare la preintesa di un contratto già povero a scatola chiusa, senza prima contrattare le risorse aggiuntive della legge di bilancio» dice Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil medici e dirigenti Ssn. «Con il contratto avremmo dovuto sanare le sperequazioni già esistenti tra le diverse indennità che invece ora vengono addirittura aumentate».
Anche l’opposizione parlamentare si schiera con i medici. «È prevalsa la linea dell’austerità e non è stato possibile alcun confronto parlamentare su un tema che riguarda tutti gli italiani e migliaia di operatori e operatrici del Ssn» dice la responsabile sanità del Pd Marina Sereni.
«Il governo ha ottenuto il miracolo di unire nella protesta i sindacati dei medici ospedalieri, di quelli di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali convenzionati che operano nel territorio». Ironia amara anche da Mariolina Castellone, capogruppo del M5S nella Commissione affari sociali del Senato, secondo cui la manovra rappresenta «la parola fine alla propaganda di Meloni, Schillaci e dell’intero governo, che continua a descrivere un meraviglioso mondo di fantasia nel quale gli stanziamenti per la sanità sono ingenti e l’attenzione verso il personale è massima».
ANDREA CAPOCCI
Foto di Anna Shvets














