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Stati Uniti d'America

Il ritorno del maggio del lavoro negli Stati Uniti

3500 manifestazioni negli Stati Uniti, 500 organizzazioni promotrici, migliaia di partecipanti (donne e uomini, insegnanti, infermieri, lavoratori dei fast-food, studenti e attivisti sindacali: la più grande mobilitazione del mondo del lavoro nello stesso giorno che il Paese abbia visto nel recente decennio. La giornata del “May Day Strong” aveva come slogan “nessuno a scuola, nessuno al lavoro, niente acquisti”, un blackout economico sotto la bandiera “Workers Over Billionaires” (lavoratori contro i milionari).

I leader sindacali della National Education Association (docenti), National Nurses United (infermiere/i), AFA-CWA (assistenti di volo), Chicago Teachers Union (insegnanti), Service Employees International Union – SEIU (settore dei servizi) – che avevano già organizzato lo sciopero del 23 gennaio a Minneapolis – hanno mobilitato per il Primo Maggio i loro associati in molte città, per meglio dire le sezioni locali di Sindacati, aderenti o meno alla grande federazione AFL-CIO.

Oltre a queste era presente nei cortei anche il Sunrise Movement studentesco, i cui comunicati affermano che più di 100.000 studenti delle scuole superiori e dei college sono usciti dalle aule entro mezzogiorno, con le più grandi concentrazioni nei campus di California, New York, Massachusetts e Michigan. A Chicago, la Chicago Teachers Union (storicamente uno dei Sindacati più attivi degli USA, fulcro della coalizione che ha espresso il Sindaco della città, la terza per abitanti del Paese) e moltissimi studenti hanno svolto una grande manifestazione centrale che ha raccolto 40.000 persone.

A New York, manifestanti si sono incatenati alle porte della Borsa di Wall Street, centro finanziario del Paese. Dopo un’ora sono stati rimossi ma non prima di cantare “Tassare i ricchi!”. Un gruppo di lavoratori di Amazon e del sindacato dei Teamsters a cui sono affiliati hanno fatto un corteo dalla biblioteca pubblica centrale alla sede di Amazon chiedendo all’azienda di cessare i suoi contratti con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Anche a Chicago gli/le infermieri/e iscritti al sindacato SEIU hanno marciato fino a uno stabilimento Amazon, azienda notoriamente antisindacale.

A Memphis (Tennessee) una manifestazione si è svolta di fronte al data center di xAI, l’azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk. A Washington, riprese aeree hanno filmato un corteo di 20 isolati lungo Constitution Avenue con slogan per alzare il salario minimo federale a 20 dollari, ripristinare gli interi diritti della tutela sanitaria Medicaid per i più poveri, cessare i raid ICE di deportazione di massa e cancellare quello che i manifestanti hanno definito il “salvataggio dei miliardari”, gli ulteriori sgravi fiscali loro concessi dall’ultimo pacchetto fiscale.

Insegnanti e studenti hanno partecipato in tutta la Nazione con manifestazioni, come a Portland (Stato di Washington, sulla costa del Pacifico) e a Kansas City. A Raleigh, 22 distretti scolastici hanno chiuso per la più grande manifestazione del lavoro nella storia della North Carolina. Anche distretti educativi di Georgia, Illinois, Oregon e Wisconsin hanno annullato le lezioni per la partecipazione allo sciopero del personale.

Sebbene sia ancora del tutto da costruire una diffusione nazionale dell’iniziativa, tanti concentramenti di popolo per il Primo Maggio non si vedevano da decenni; incrociando slogan contro l’aumento del costo della vita, contro la difficoltà a ottenere legittimi contratti di lavoro di fronte all’antisindacalismo padronale, contro i raid fatti dall’ICE di lavoratori immigrati, per le tutele sanitarie.

La data del Primo Maggio, indetta nel 1889 dal congresso di Parigi della Seconda Internazionale, è festeggiata e commemorata in molti Paesi del mondo ma non negli Stati Uniti, ai cui fatti si riferisce. Nel 1886, infatti, in quel giorno, in una specie di sciopero generale atipico allora e oggi negli USA, mezzo milione di lavoratori parteciparono a 5.000 scioperi per richiedere le 8 ore giornaliere di lavoro.

Della piccola bomba, lanciata probabilmente da un provocatore prezzolato, scoppiata nella piazza della manifestazione del 4 maggio a Chicago per contestare i quattro scioperanti uccisi il giorno prima dalla polizia di fronte alla fabbrica di macchinari agricoli McCornick Harvester, furono accusati otto anarchici, la cui organizzazione politica era allora il fulcro negli USA del movimento organizzato. Le persone uccise, sette poliziotti e numerosi altri partecipanti, furono addebitate, con un processo farsa, agli organizzatori della manifestazione, di cui 4 furono impiccati.

Lo Stato dell’Illinois fu il primo luogo del mondo dove il giorno del Primo Maggio fu reso festivo. Malgrado ciò, il Labor Day si celebra negli USA il primo lunedì di settembre, in ricordo del “Nine-Hour Movement”, la lotta per le nove ore, svoltasi in Canada negli anni ’70 dell’Ottocento, che ottenne la libera attività sindacale.

Sono passati decenni da allora e negli USA la data del Primo Maggio è rimasta patrimonio dei pochi che hanno tenuto accesa la fiammella. Oggi, organizzazioni le più varie l’hanno rimessa in campo per chiedere la chiusura dell’ICE, la fine della guerra e la tassazione dei ricchi per dirottare risorse per lo sparuto Stato Sociale degli Usa. La coalizione “May Day Strong” include sindacati, gruppi per i diritti degli immigrati, partiti come i Socialisti Democratici d’America e organizzatori delle grandi proteste del No Kings; la cui terza edizione, il 28 marzo 2026, è stata forse la più grande giornata di mobilitazione popolare nella storia degli Stati Uniti.

Per aggirare il fatto che lo sciopero generale è stato messo fuori legge dal Taft-Hartley Act del 1946, prodromo della seconda “caccia ai rossi” degli anni Cinquanta dopo quella degli anni Venti, Il sindacato United Auto Workers, che oggi organizza anche 100.000 lavoratori universitari, ha proposto al variegato e diviso mondo sindacale degli USA di dare scadenza dei tanti contratti collettivi di lavoro al 30 aprile 2028. Di modo che il primo maggio di quell’anno possa rappresentare la data di inizio della mobilitazione di lavoratrici e lavoratori con una sorta di sciopero generale.

La piattaforma odierna del Primo maggio 2026 può essere un buon punto di partenza per mettere assieme una coalizione-ombrello permanente contro il governo autoritario di Trump. Coalizione la cui via è stata tracciata dal popolo del Minnesota, quando, a 30 gradi sottozero, ha chiuso il 23 gennaio il proprio Stato per protestare contro l’occupazione da parte dell’ICE e le sue violenze.

Nel frattempo, il movimento sindacale degli USA sta faticosamente procedendo nelle lotte per i contratti collettivi di lavoro, che sono scarsamente diffusi nel Paese, in quanto il 90% delle lavoratrici e dei lavoratori del settore privato è soggetto nei fatti ad una normativa decisa dal proprio padrone. E in quello pubblico, più sindacalizzato, ci ha pensato Trump iniziando a sopprimere i diritti sindacali.

Nei giorni scorsi, due importanti contratti sono stati firmati e devono essere ancora votati dai lavoratori. Il sindacato dello spettacolo SAG-AFTRA, già protagonista di un lungo sciopero nel 2023, ha rinnovato il 2 maggio un contratto collettivo per i suoi 160.000 associati (attori, annunciatori, DJ, cantanti e tutti gli altri professionisti dello spettacolo e dei media), Contratto che ha nuovamente al centro la difesa dall’introduzione dell’intelligenza artificiale come strumento di riduzione dell’occupazione e delle professionalità esistenti.

Ed è arrivato a conclusione il 23 aprile anche lo sciopero di 3 settimane dei 3.800 lavoratori del confezionamento della carne a Greeley (Colorado). Indetto nello stabilimento dell’azienda JBS, una multinazionale con sede centrale in Brasile, per il contratto e contro le condizioni pessime del lavoro, la sorveglianza e l’intimidazione dei lavoratori per la partecipazione all’attività sindacale. Estremamente difficile l’organizzazione di mettere assieme nella lotta persone che parlano 57 lingue diverse; 1.000 delle quali haitiani, assunti nel 2023 come parte di quello che il Sindacato definisce “un traffico di esseri umani”.

Si è trattato inevitabilmente di uno sciopero anche contro l’ammministrazione Trump, che vuole rimpatriare gli haitiani, a cui Biden aveva concesso asilo temporaneo, e ha già rimosso tutte le restrizioni sulla velocità delle linee di lavorazione di pollame e di carne di maiale. Prevedendo la stessa cosa per quelle di produzione della carne bovina, come chiede l’azienda JBS, la più grande finanziatrice individuale delle campagne elettorali di Trump (en passant, è strano che i tempi di lavoro di un operaio siano regolati dal governo federale).

Oltre all’aumento di 1,50 dollari all’ora nei prossimi 2 anni, i lavoratori hanno vinto contro il fatto che l’azienda faceva pagare, con addebito in busta paga, i necessari attrezzi di lavoro se persi, danneggiati o persi, e tratteneva anche i soldi dei ricambi dei dispositivi di protezione (gilet di maglia pesante, guanti, para-bracci e affilatori dei coltelli). Restano da ottenere, il sindacato ha chiesto al parlamento del Colorado di votare un’apposita legge, ragionevoli pause per andare al bagno per chi lavora in questi grandi impianti per il confezionamento di carni.

Il tutto, visto anche da questa grande azienda del Colorado, che per settimane è stata al centro di attenzione da parte dei media, dà l’idea di quanto velocemente i padroni tentino di ritornare alla loro Golden Age dell’inizio del secolo scorso, l’età del grande sfruttamento e della divisione tra immigrati di varie provenienze. Quell’ “epoca d’oro” (per il padronato) non per niente citata spesso come obiettivo da Trump nella sua campagna elettorale.

EZIO BOERO

9 maggio 2026

foto: elaborazione propria


Fonti principali:
https://maydaystrong.org/
C.Clark – L.Hu, After Three-Week Strike, JBS Concedes to Meatpacking Workers, Labor Notes, 23.4
L.McMenamin, Thousands in US join ‘no school, no work, no shopping’ May Day protest and economic blackout, The Guardian, 1.5
C.J.Atkins, May Day 2026: U.S. Labor Movement ‘Reclaims’ International Workers’ Day, People’s World, 1.5
D.Johnson, Hundreds Of Thousands March In May Day “Workers Over Billionaires” Boycott, USA Herald, 1.5
SAG-AFTRA & The Hollywood Reporter, 160,000-Member SAG-AFTRA & AMPTP Studios Reach A Tentative Contract, 5.5

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