Era il 6 febbraio del 1995 quando, a Firenze, si celebrò l’assemblea fondativa dei Giovani comunisti, l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione comunista. Non nacque insieme al partito, perché in un primo momento qualcuno teorizzò che almeno per la fase costituente giovani e meno giovani non dovessero militare in organizzazioni separate.
Il primo coordinatore fu Marco Rizzo ormai approdato dalla parte opposta dello spettro politico. Gli seguirono Gennaro Migliore, Peppe De Cristofaro e Nicola Fratoianni (adesso rispettivamente capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra al senato e segretario di Sinistra italiana), ma anche Betta Piccolotti (attuale deputata Avs) e Michele De Palma, che ora è segretario della Fiom nazionale.
Ma i Giovani comunisti, così come Rifondazione, esistono ancora. E sabato e domenica prossimi a Roma (all’Arci nazionale) celebrano il compleanno dell’organizzazione che in questi decenni ha vissuti eventi come il movimento contro il G8 di Genova nel 2001 o l’Onda contro la riforma di Maria Stella Gelmini (il programma si trova su www.giovanicomunisti.it).
«Una storia da onorare, da conoscere – affermano – per avere coscienza di ciò che abbiamo alle nostre spalle, per guardare con orgoglio rabbia determinazione al futuro, in un contesto scandito da precarietà e guerre imperialiste, uno scenario nel quale si fa sempre più necessaria la presenza di una giovanile comunista, che rappresenti un soggetto radicale di resistenza e di liberazione». E fanno notare come negli Usa di Trump e Musk «una parte consistente delle giovani generazioni si definisce ’socialista’: dove più forti sono le contraddizioni del sistema capitalista, maggiori sono i tentativi di opporvisi».
REDAZIONE POLITICA
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