Mondo lavoro
Glovo, Deliveroo Amazon, fattorini in sciopero: «No al caporalato»
Non solo le inchieste della procura di Milano sul caporalato. Ci sono anche i lavoratori a cingere d’assedio i grandi marchi che usano sistemi digitali per gestire le consegne
Non solo le inchieste della procura di Milano sul caporalato. Ci sono anche i lavoratori a cingere d’assedio i grandi marchi che usano sistemi digitali per gestire le consegne.
Ieri hanno scioperato sia i driver Amazon dei centri di distribuzione emiliani che i rider che consegnano il cibo. Lunghi cortei di furgoni si sono formati ieri mattina davanti ai magazzini Amazon di Bologna. La Filt Cgil felsinea ha stimato che in due giorni non siano stati recapitati almeno 30 mila pacchi del colosso dell’ecommerce. «Abbiamo reagito ad un comportamento scorretto ed alla indisponibilità al confronto delle aziende della filiera – spiega la Filt – .La vertenza avviata su Bologna ha un valenza che va oltre il territorio, interessa anche scelte di natura politica ed è destinata ad ampliarsi».
La mobilitazione era stata lanciata nei giorni scorsi dopo che tre autisti si sono visti addebitare 500 euro per danni involontari arrecati al furgone. Una prassi scorretta e contraria al Ccnl. «Per ogni giornata di lavoro – ha spiegato la Filt Bologna – ogni addetto consegna una media di 150 pacchi e, di conseguenza, si effettuano altrettanti parcheggi e manovre che rendono l’errore un evento fisiologico». A ciò si aggiunge il licenziamento di due lavoratori, entrambi Rsu «con accuse pretestuose che nascondono l’intenzione di eliminare il sindacato dall’azienda e intimorire i lavoratori», denuncia il sindacato che avvierà una causa per condotta antisindacale contro l’azienda Tdu, una delle 10 società appaltatrici di Amazon.
In agitazione anche i lavoratori del sito di Parma Dertre che operano nell’ultimo miglio delle consegne Amazon. Nel cambio di appalto da Aelog a Condor, quanti si trovavano in condizione di sospensione del rapporto di lavoro (per maternità, malattia o congedi straordinari nel rispetto del Ccnl Logistica) non ricevono lo stipendio da mesi e sono pronti a scioperare se Amazon non interverrà per sanare il pregresso.
Ieri si è tenuta anche la mobilitazione nazionale dei rider di Glovo e Deliveroo promossa dalla Cgil con presidi, manifestazioni e iniziative in tutta Italia. «L’inchiesta della Procura di Milano conferma lo sfruttamento dei rider che denunciamo da anni – ha spiegato la segretaria confederale del sindacato, Francesca Re David – la mobilitazione è importante per trasformare la fase aperta dall’indagine giudiziaria in un cambiamento concreto: superare precarietà e sfruttamento e garantire ai rider lavoro stabile, salari adeguati, sicurezza e diritti».
A Roma la protesta è stata organizzata dalle 11 alle 13 del mattino per non far perdere ai rider, finte partite iva che fanno turni di 10/12 ore di lavoro con retribuzioni al di sotto della soglia di povertà, la paga giornaliera. Volantinaggi sono stati effettuati davanti ai Mc Donald’s. Nella notte è comparso uno striscione rivolta ai consumatori nel quartiere san Lorenzo con la scritta: «Boicotta lo sfruttamento dei rider» e uno zaino di Glovo con del sangue finto «per rappresentare la fatica che i lavoratori di questa categoria vivono».
LUCIANA CIMINO
foto: screenshot ed elaborazione propria


















