Germania
Germania, l’esercito più forte costa lacrime e sangue
Crolla la crescita e decolla l’inflazione, mentre il mega-debito pubblico contratto per il riarmo delle forze armate impone drastici tagli a tutti gli altri settori, a partire dal welfare. «A causa della difficile situazione geopolitica siamo costretti a rivedere al ribasso le previsioni iniziali: la Germania nel 2026 crescerà dello 0,5%, in calo rispetto alla precedente proiezione dell’1%; e dello 0,9% anziché dell’1,3% nel 2027.
L’inflazione passerà invece dal 2,2% al 2,7%» riassume il secco comunicato del governo Merz arricchito giusto della reazione della ministra dell’Economia, Katherina Reiche (Cdu): «L’economia tedesca è su un modesto percorso di ripresa, ma i venti contrari si sono intensificati».
Tradotto vuol dire che la guerra di Usa e Israele, i dazi di Trump più l’instabilità delle rotte commerciali globali stanno colpendo la Germania (che fonda il proprio sviluppo essenzialmente sull’export) in maniera superiore alle peggiori aspettative. Mentre il governo guidato da Cdu e Spd appare ormai privo di qualunque leva economica extra dopo aver sacrificato gran parte del bilancio per trasformare la Bundeswehr nell’esercito convenzionale più forte d’Europa.
Da qui la necessità di tagliare pesantemente lo stato sociale: ne stanno discutendo il cancelliere della Cdu, Friedrich Merz, e il vice della Spd, Lars Klingbeil con l’obiettivo bipartisan di colmare almeno una parte del profondo rosso del budget statale che toccherà i 140 miliardi di euro nel 2029.
SEBASTIANO CANETTA
foto: elaborazione propria


















