A rispondere al bilancio più che positivo che si è attribuito il Mimit è stata la Cgil
A rispondere al bilancio più che positivo che si è attribuito il Mimit (27 intese raggiunte ai tavoli del ministero con la tutela o la stabilizzazione di 14.260 lavoratori, un «traguardo significativo» per il ministro Urso) è stata la Cgil.
Secondo il sindacato i tavoli aperti sono passati dai 49 di due anni fa ai 96 di ottobre 2025. La maggior parte delle vertenze, oltre il 50%, secondo l’analisi del sindacato, riguarda il settore metalmeccanico, a partire da siderurgia e automotive. Segue tutta la filiera di chimica, energia e sistema moda.
Ma di recente le difficoltà si sono estese dall’industria al commercio e alla distribuzione e la Cgil cita come ultimo caso quello di Woolrich, ancora in attesa di convocazione dopo che l’azienda ha dichiarato una perdita del 30% del fatturato e disposto il trasferimento a Torino di 139 lavoratori da Bologna e Milano: «Un licenziamento collettivo mascherato» accusa.
A questa si aggiungono Conbipel, Coin, Conforama, Original Marines, catene che hanno in media 1.400,1.600 addetti. E il caso Carrefour con 20 mila lavoratori, tra diretti e indiretti, coinvolti nella cessione della società al gruppo italiano NewPrinces.
Il sindacato ha anche ricordato come agli oltre 120 mila lavoratori delle aziende al centro di confronti ministeriali si debbano aggiungere i tavoli di crisi a livello regionale e le chiusure che vengono comunicate senza alcun confronto in sede istituzionale.
LUCIANA CIMINO
Foto di Tima Miroshnichenko














