Chi siamo

Buongiorno a tutte e tutti voi! Un po’ di cordialità in questa società sempre più scortese non guasta. Cordialità vera, non ipocrita. Cordialità che si usa tra amiche ed amici e, soprattutto, lasciatemelo dire, tra compagne e compagni. Tra comuniste e comunisti. Questo nuovo lavoro telematico che inauguro oggi insieme ad altri amici di strada, è come si vede dal nome dichiaratamente “di sinistra”. Ed è qualcosa di più: è comunista. E’ quindi fondamentalmente anticapitalista, libertario e contro ogni ingiustizia, per dirla con le parole di Ernesto Che Guevara.

“la Sinistra quotidiana” nasce per piacere, per divertimento ed anche per passione. Soprattutto forse per una consapevole passione per due cose: l’Idea (quella con la “I” maiuscola, sì… proprio quella) e la voglia di scrivere delle cose che ci capitano intorno ogni giorno, ogni momento. Io e gli altri amici e compagni che scriveremo i “gli editoriali” (li troverete in questa categoria sparsi per il sito, ma li riconoscerete facilmente…) lo faremo con lo scopo di muovere osservazioni, di suscitare dubbi, di allargare i nostri stessi, spesso stretti, confini culturali e politici. Battendoci contro settarismi di ogni sorta e, per questo, dichiarando che queste pagine Internet sono “aperte”.

Il sito ha una linea politica comunista. Ma le sue pagine sono aperte a qualunque cultura della sinistra: ambientalismo, libertarismo, antisessismo, antipatriarcalismo, laicismo e anche anticlericalismo, socialismo e anarchismo, il nostro comunismo come l’eco-marxismo.
Insomma, potrete scrivere senza il minimo timore di censura o di non pubblicazione.
Potrete provocare le coscienze addormentate di chi vorrete e potrete ergervi a soloni di una proposta, di una idea, di un concetto o essere mestamente miti e porvi al giudizio “divino” dei tanti sapientoni che vorranno commentarvi.

Quello che spero di poter fare è continuare a scrivere come ho fatto sino ad ora su “Lanterne rosse”, un blog cui sono profondamente legato e che, per il momento non chiude i suoi battenti.
Ma il desiderio più grande, l’ambizione di questo lavoro telematico è parlare un po’ di tutto, sapendo che i limiti delle nostre parole e dei nostri pensieri sono infiniti e che l’arrivo alla certezza è una elaborazione altrettanto di lunga lena che si raggiunge, forse, dopo una serie di gare ad ostacoli per nulla semplici da superare.

Su “la Sinistra quotidiana” troverete, come già detto, oltre ai miei editoriali e a quelli delle compagne e dei compagni che vi scriveranno, i migliori articoli dai quotidiani e dai siti web che offrono un’informazione alternativa nel senso vero della parola, fuori dai classici schemi interpretazionistici basati sulle metafore del presente quanto sulle rigidità morali di questo o quel cervello gettato all’ammasso.

Così, per passione, per voglia e per divertimento potete unirvi a noi e fare sì che la Sinistra sia “quotidiana”. Perché c’è bisogno di una sinistra che torni ad essere nel quotidiano e che torni a sconfiggere le torsioni razziste, xenofobe, omofobe di questi ultimi anni, la regressione dei diritti sociali che si manifesta sempre più contro i lavoratori e le lavoratrici e contro le giovanissime generazioni precarie il cui futuro è disperso nella nebbia dell’incertezza permanente.

Senza presunzione, ma con qualche voglia di impicciarsi di quel che accade, eccoci qui! Grazie della vostra attenzione.

MARCO SFERINI

3 dicembre 2012

2 Osservazioni
  • Salvatore Tonti
    22 ottobre 2016 at 19:47
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    Ciao care compagni e compagne,
    vi ho trovati perchè sto cercando la risposta a una domanda scaturita da un confronto in Facebook con un compagno su un post che lui ha pubblicato. In sintesi: sapevo che lui era comunista, ora ho da lui stesso appreso che è comunista ma non è più di sinistra dal 1994. Che la diade destra/sinistra è ormai da tempo superata,come illustri studiosi hanno acclarato, che il concetto di sinistra è screditato, che la sinistra oggi (tutta secondo lui) è complice del sistema capitalistico e della struttura di potere corrotta oggi esistente, che la sinistra ha una storia gloriosa ben più del comunismo. Che dirsi comunisti ma non di sinistra signfica tirarsi fuori da una storia di compromessi, tradimenti, compromissioni (questo lo ha scritto nel suo commento una compagna).Io sono comunista dall’età di 17 anni e oggi ne ho 62.Non sono uno studioso del marxismo per poter fare an’ampia articolata dell’evoluzione del pensiero politico in materia. Ma non riesco a digerire questa contrapposizione del comunismo alla sinistra, è qualcosa che mi fa esplodere tutte le mie convinzioni. Voi che ne pensate? Vi seguo anche sulla pagina Facebook.Io ho due pagine: Salvatore Tonti e Salvatore A.Tonti

    • Marco sferini
      24 ottobre 2016 at 00:00
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      Caro Salvatore, non può esservi contrapposizione tra l’essere comunisti e l’essere di sinistra. L’essere di sinistra può non voler dire essere comunisti, ma i comunisti sono una parte importante della sinistra. Almeno lo sono stati fino a pochi anni fa e dobbiamo fare in modo che tornino ad essere tali.<
      Puoi rispondere al tuo amico di Facebook con un sillogismo meramente aristotelico: "Tutti i comunisti sono di sinistra. Tizio è comunista. Tizio è di sinistra.".
      Non funzionerebbe invece il sillogismo politicamente e concretamente illogico: "Tutti quelli che sono di sinistra sono comunisti.".
      Anche con una semplice logica aristotelica, si evince che vi sono compagne e compagni che non si definiscono "comunisti" e ne hanno tutto il diritto.
      La storia recente e quella più antica è lì a testimoniare che la sinistra è un grande mondo progressista che contiene differenti culture: comunista, socialista, ambientalista, femminista.
      Personalmente ho sempre ritenuto che nell'essere comunisti fosse compreso un "DNA" libertario che abbracciasse,oltre ai diritti sociali, anche quelli civili: quindi nel mio essere comunista comprendo con ovvietà positiva l'essere ambientalista, femminista, animalista, pacifista, antimperialista, ecc…
      Purtroppo oggi qualcuno pensa di poter affermare che le ideologie sono morte e superate. Invece sono solo obliate, dimenticate, rimosse in favore di analfabetici ritorni di digiuni politici che si aggrappano alla rabbia contingente piuttosto che all'organizzazione di una strategia di lungo corso per la ricostruzione di una alternativa vera, concreta al capitalismo che si esprima, prima di tutto, nel ritorno di una coscienza critica collettiva e singola strutturata in un forte partito comunista.
      Non sono belle speranze da commentare ma sono necessità da rimettere in campo, da coltivare nuovamente come unica possibilità per una uscita dalla crisi economica, dall'economia stessa intesa come regime strutturale di sfruttamento del moderno proletariato sia giovane che meno giovane che viene schiavizzato a suon di voucher.
      Pertanto, la risposta è semplice: essere di sinistra è bene, essere comunisti è meglio.
      Un caro saluto.

      Marco Sferini

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