Non è il nostro Comunismo

Il comunismo non sono testate nucleari, parate militari, esercizi muscolari e perfezione egualitaria nel vestire, nel comportarsi. Il comunismo è solo un movimento di donne e uomini che vuole...

Il comunismo non sono testate nucleari, parate militari, esercizi muscolari e perfezione egualitaria nel vestire, nel comportarsi.
Il comunismo è solo un movimento di donne e uomini che vuole superare questo sistema.
Il comunismo usato come “forma di Stato” è, di per sé, una antitesi per antonomasia.
Chi lo concepisce così, avvalora la dicitura di “stato comunista” o “regime comunista” (dicitura che viene spesso e volentieri utilizzata dai giornali “borghesi” per mettere sempre un carico di negatività sulla parola “comunista”).
Un orrore sonoro prima ancora che politico e sociale.
Quello nord-coreano non è il nostro comunismo, proprio perché è la rappresentazione plastica di tutto ciò che è il contrario rispetto alla realizzazione di una società priva di base e vertice.
Il comunismo è società orizzontale o non è. E’ la lenta, progressiva, estinzione dello Stato. La lenta e progressiva fine dell’economica e non la venuta di una nuova economia. Magari di guerra… Il capitalismo non aspetta altro che mostrare i comunisti come cultori del missilismo, del nuclearismo, di quella voglia di guerra di cui egli stesso si nutre ogni giorno.
Purtroppo molti comunisti credono che si debba coltivare il militarismo per una ragione di “rapporti di forza”. Ma i rapporti di forza in senso marxiano non contemplano lo scontro nucleare tra potenze governate da monarchie pseudo-elettive.
I rapporti di forza marxiani sono quelli che devono portare la povera gente, gli sfruttati a sbarazzarsi tanto dei leader nord-coreani quanto di quelli nord-americani.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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Lo stiletto
3 Osservazioni
  • stojan
    18 aprile 2017 at 16:34
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    Dopo una guerra in cui hanno avute distrutte tutte le loro città ed ucciso in quinto della popolazione i coreani del Nord hanno affidato al leader della resistenza antigiapponese Kim il Sung la guida del paese asiatico sopra il 38 ° parallelo attuando una politica di sostanziale non allineamento e di transizione nazionale verso il socialismo chiamata “giuchè”. Non sta a noi giudicare la loro via, ma di lottare affinchè nessuna superpotenza che ha dislocate nel mondo 8 mila testate nucleari cerchi di sottomettere un popolo orgoglioso ed indipendente. Se tenersi o cambiare presidente è un problema loro, non nostro. Mica ci hanno chiesto loro di liberarci di Renzi. O no?

  • Adriano
    18 aprile 2017 at 17:31
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    Sai cosa succederebbe se la Corea del Nord abbandonasse il nucleare? Beh fatevi una passeggiata in Libia e in Iraq. La rdpcn ha firmato il trattato sul disarmo nucleare. Ma è stata l’unica firmataria di tutti quei paesi che le possiedono. Visto poi i continui attacchi subiti dai paesi capitalisti fa benissimo a non distruggerle. Così come fece stalin. Quindi i moralisti fateli con Israele usa e compagnia bella. W la Corea del Nord w l’unione sovietica di Lenin e stalin.

  • patrizia badolato
    18 aprile 2017 at 17:33
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    Abbattimento degli armanenti,obieetivo Pace per tutti i popoli del pianeta.Ridistribuzione del reddito ,dirtti ,equità e legalità…………………….questi valori di cui bisogna continuare a parlare ala gente,per le strae,attraversoi media e i social.Non braccia conserte ,esercititi ditkat e manifestazioni vioente.

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