Msf: «Con 12 morti in mare al giorno non siamo noi sul banco degli imputati»

Uno stillicidio. Sembrava che le smentite arrivate da Copasir, Commissione europea, procura di Siracusa, avessero interrotto la campagna contro le ong, invece il can can è ripreso con la...

Uno stillicidio. Sembrava che le smentite arrivate da Copasir, Commissione europea, procura di Siracusa, avessero interrotto la campagna contro le ong, invece il can can è ripreso con la divulgazione di un fantomatico «allegato» segreto al rapporto Frontex 2017. «Ne abbiamo letto sulla stampa, ma le accuse non sono nuove», risponde Marco Bertotto di Medici senza Frontiere.

Cosa c’è di vero e cosa è palesemente falso?
Quello che c’è di vero è che dopo tre anni di attività di search and rescue, ricerca e soccorso, sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana finalmente anche molti giornalisti e politici, tolti quelli che sono venuti a bordo delle nostre navi, si sono accorti che il soccorso in mare lo facciamo praticamente soltanto noi, Guardia costiera e ong. Prima dovevamo assistere dopo ogni naufragio a lacrime di coccodrillo, ora è chiaro che a parte le organizzazioni come la nostra, tanto meno Frontex, ha come priorità soccorrere le vite umane nel Mediterraneo. Frontex ci ha sempre accusato di essere un pull factor, un fattore di attrazione dei migranti. Fin qui è vero. Non è vero che ci sia una preordinata collaborazione o complicità di qualche tipo con i trafficanti. Meglio, è un elemento vergognoso che si continui con queste ricostruzioni false della realtà per le quali il problema sembra essere il soccorso in mare e non invece la fallimentare politica europea che di fatto genera il business dei trafficanti. è una pratica di distrazione di massa che consiste nel distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal fallimento della lotta ai trafficanti.

Quali sono i motivi per cui non funziona la lotta ai trafficanti di esseri umani?
Perché non basta erigere un muro o rendere più pericolosa la traversata per contenere il flusso di chi fugge. Questa strategia alimenta solo il business dei contrabbandieri senza alcun effetto sulle partenze se non quello di aumentare i morti in mare. Vede, magari come ong interveniamo in modo imperfetto, sicuramente in modo limitato, ma cerchiamo di attenuare gli effetti negativi delle attuali politiche europee.

Altra accusa che rimbalza è l’elenco dei telefoni delle ong nei satellitari degli scafisti.
Parlo per la nostra organizzazione: noi non siamo mai stati contattati direttamente dai migranti. La procedura d’intervento è: o li avvistiamo direttamente oppure seguiamo le indicazioni della Guardia costiera. Nelle audizioni in Senato lo abbiamo detto e le dichiarazioni di tutte le altre ong sono analoghe. Di queste cose poi non c’è traccia né nel rapporto Frontex né in quello della Guardia costiera. E se ci fossero state evidenze di contatti simili, non credo che nessuno avrebbe taciuto.

…continua a leggere su il manifesto.it…

RACHELE GONNELLI

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

 

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