La vasca

Uno scatto da terza vasca, quando sei ancora in quarta posizione e poi, con una rapidità incredibile sorpassi i primi tre e diventi prima. Come Federica Pellegrini. Così mi...

Uno scatto da terza vasca, quando sei ancora in quarta posizione e poi, con una rapidità incredibile sorpassi i primi tre e diventi prima. Come Federica Pellegrini. Così mi piacerebbe lo scatto delle masse popolari, sfruttate, ipersfruttate e depresse, desolatamente rassegnate ad un oggi quasi impercettibile e ad un domani invisibile (e invivibile).
Uno scatto fulmineo ma dovuto ad anni di preparazione sociale, politica, sindacale. Uno scatto senza la spinta della tattica o della strategia esclusivamente parlamentare, ma con la propulsione derivante dall’istinto sorretto dalla forza.
E a noi mancano un po’ tutti e due: istintualità per agire e forza per determinare. Ma forse resta la passione. E’ poco? Si potrà dire che sono solo parole, che è tutto semplice a dirsi.
Il contrario: è difficile persino a dirsi, figuriamoci a farsi. Ma non possiamo uscire dalla vasca. Ogni rassegnazione, proprio quando tutto ci è contro – soprattutto l’indifferenza della classe sociale cui dovremmo fare riferimento – è tradimento.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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Lo stiletto
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