La sinistra senza slancio

Le settimane passano, forse si aspetta gennaio, ma nel frattempo a sinistra non si muove nulla. Il silenzio dopo la tempesta? Se se ne fosse almeno vista una sociale…...

Le settimane passano, forse si aspetta gennaio, ma nel frattempo a sinistra non si muove nulla. Il silenzio dopo la tempesta? Se se ne fosse almeno vista una sociale… Invece, anche la Coalizione di Landini ha segnato una battuta d’arresto e non certo per la pioggia e per l’enfasi del pericolo terrorista nelle manifestazioni di piazza.
L’anestesia politica si estende al corpo politico e sociale del Paese: si parla di argomenti che vengono intrecciati volutamente. Terrore, terrorismo, cultura occidentale, Islam e Cristianesimo, tradizioni, presepio, albero di Natale. Tutto fa brodo e intanto il governo, per voce del presidente Renzi, durante la presentazione dell’immancabile ultimo libro di Bruno Vespa, dichiara che l’occupazione è stabile, che il Pil in quanto a crescita rallenta, e che quindi il Paese può ben sperare in una parola che è seconda solo a “libertà” in quanto ad inflazionata pronuncia in contesti di voluto equivoco: ripresa.
Non c’è alcuna spinta economica che rilanci i salari, ma c’è invece una ulteriore compressione degli stessi in molti comparti di lavoro. Protestano il pubblico impiego, gli studenti, i precari, eppure non c’è una connessione tra le lotte e, stancamente, le manifestazioni si susseguono quasi ritualmente senza un preciso ordine, senza un obiettivo comune.
E così, anche la sinistra è imprigionata in questo ingarbugliato mucchio di niente: parole, appelli, concetti detti e ripetuti, ma nessun passo avanti verso un inizio di coordinamento a partire dai territori.
Si aspetta gennaio, certo. Ma intanto sarebbe stato utile aprire dei tavoli di confronto programmatico: tanto su un piano locale quanto su quello nazionale.
Sarebbe stato utile indire una grande manifestazione unitaria per la pace, per il lavoro, per l’ambiente.
Ci siamo, invece, limitati ad accodarci alle iniziative, peraltro utilissime, già messe in programma da enti e associazioni che mettono il veto sulla presenza organizzata dei partiti, seguendo un perfetto stile grillino di ostracismo verso la “politica” messa tra virgolette per farla sembrare brutta, sporca e cattiva tutta quanta.
Non abbiamo slancio, non abbiamo iniziativa e non abbiamo, dunque, nemmeno volontà di crescita.
A gennaio mancano meno di trenta giorni: forse si rovesceranno i ruoli e sarà il governo a dover subire una impetuosa rinascita della presenza della sinistra in Italia. Ma ad oggi, questo auspicio risuona come mera ironia, come frase detta e scritta per sorridere amaramente.
Le destre crescono nei consensi: grillini e neofascisti di varia lega aumentano davanti alla stabilità di un Partito democratico che vive un immobilismo cronico. I progetti di espansione del progressismo socialdemocratico di Fassina si fermano a percentuali che potevano tranquillamente essere attribuite alla sola Sel d’un tempo.
La grande novità, dunque, non esiste e non esiste nemmeno il “grande progetto”.
Si marcia in ordine sparso verso un gennaio che, auguriamocelo, non sia troppo freddo…

MARCO SFERINI

redazionale

foto tratta da Pixabay

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