Io, l’infame

Siccome critico tanto gli Stati Uniti d’America quanto la Corea del Nord per il braccio di ferro bellico che tutt’ora minaccia la pace mondiale, poiché provo a schierarmi dalla...

Siccome critico tanto gli Stati Uniti d’America quanto la Corea del Nord per il braccio di ferro bellico che tutt’ora minaccia la pace mondiale, poiché provo a schierarmi dalla parte della PACE, senza se e senza ma, vengo chiamato INFAME da alcuni “compagni” su Facebook.
Davvero un bel modo di dimostrare d’essere comunisti, di rispettare le idee altrui, con un linguaggio che si riserva a chi “tradisce” un certo tipo di condotta, di società.
Venivano appellati così anche Pio La Torre e Peppino Impastato. Probabilmente viene appellato così anche Don Ciotti.
Io non mi paragono a loro. Registro solo questa decadenza, questo scadimento morale, questa contrapposizione che non diventa dialettica, anche aspra, ma che diventa disprezzo e odio soltanto perché non si condividono le stesse visioni in materia di politica estera.
Qualcuno mette anche la foto di un piccone. Forse mi augurano la fine di Trotzky. Io rispetto quella fine e quel compagno. Lui è morto pensando a come coniugare comunismo e libertà in un Paese dove lo avrebbero ammazzato, nonostante avesse guidato l’Armata rossa e la rivoluzione insieme a Lenin, per la vittoria del proletariato di allora.
E questi sarebbero dei “compagni”? Ne faccio molto volentieri a meno e sono felice che non appartengano al mio Partito, a Rifondazione Comunista, dove la polemica a volte può anche essere forte ma mai si arriva ad insultare e a minacciare nessun comunista, nessun compagno, nessuna persona.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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