Ballarò merita di non essere visto

Spegnete la tv. Spegnetela sempre più spesso. Non è un appello antimodernista, contro l’informazione o una censura contro film e telefilm. E’ la presa di coscienze e la constatazione...

trsiprsa-620x350Spegnete la tv. Spegnetela sempre più spesso. Non è un appello antimodernista, contro l’informazione o una censura contro film e telefilm. E’ la presa di coscienze e la constatazione che ne deriva dalla visione della puntata di Ballarò su Rai Tre di ieri sera, martedì 6 maggio 2014. In studio ci sono i rappresentanti dei sindacati gialli, della maggioranza governativa e della finta opposizione berlusconiana all’esecutivo di Matteo Renzi.
Giovanni Floris ha le parvenze di un giornalista molto “british”, lascia parlare tutti. Tutti tranne Alexis Tsipras che non si trova in studio ma in collegamento da Atene. Ha bisogno di qualche secondo di tolleranza nel proferire le risposte perché ciò che gli viene chiesto ha bisogno della traduzione.
Eppure, conoscendo la tolleranza di questo lasso di tempo, Floris non gli consente di chiudere nessuna risposta compiutamente. Lo stoppa, gli dà sulla voce e il senso del discorso viene reciso, amputato, senza che possa trovare la chiusura che Tsipras voleva dare per far comprendere le sue parole. soprattutto se state guardando Ballarò.
Intanto in studio, Bonanni fa finta di fare il sindacalista che dissente dalla Bonafè, Fitto fa finta di fare l’opposizione al PD, ma nessuno di loro viene “tagliato”. La Bonafè ha tutto il tempo per dire che il Partito Democratico rappresenta in queste elezioni europee l’alternativa progressista all’austerità del Partito Popolare Europeo. Peccato si dimentichi di aggiungere che il suo partito, inserito nel gruppo socialista europeo, ha votato in questi anni insieme ai popolari della Merkel, di Berlusconi e di Alfano, ben il 75% delle direttive proposte al Parlamento Europeo sancendo, di fatto, un patto di larghe intese che rimarrà anche nella prossima legislatura se non saranno i numeri del voto a rompere questa energica unione che rimane tale in nome della Troika.
Floris tenta ancora un collegamento con Tsipras, ma anche la tecnologia della Radio televisione italiana sembra non essere dalla parte giusta, quella della sinistra. Non ci permettiamo di accusare di faziosità un satellite, ma indubbiamente il comportamento del giornalista conduttore di Ballarò è stato quanto meno irrispettoso verso un ospite straniero, collegato dall’estero e che meritava, al pari della leader dei Verdi europei, una giusta considerazione visto che poi si è trattato più che di una intervista, di tre domande per capire se i paesi che applicano l’austerity europea e che (a detta dei dati snocciolati da Floris) stanno crescendo economicamente, hanno bisogno di quella alternativa sociale che reclama Syriza in Grecia e L’Altra Europa in Italia.
La poltrona per Bonanni ed Angeletti è sempre disponibile a Ballarò. Ed è giusto che siano invitati rappresentanti del governo e dell’opposizione. Ma un giornalista che voglia far assaporare al suo pubblico tutte le opinioni dovrebbe invitare anche quelli esterni all’arco parlamentare oggi definito. Invece, il democratico Floris segue una linea editoriale che mostra con tutta evidenza quanto il PD faccia sforzi immani per cambiare in meglio la catastrofica realtà economica e sociale del Paese, nonostante le imperfezioni basate sulle contraddizioni che derivano dalle alleanze con parti del centrodestra.
Questo non è certamente, ancora una volta, un esempio di servizio pubblico e merita, come dicono i dati dell’Auditel, la punizione degli spettatori che hanno in larga parte smesso di seguire i “talk show” politici: cagnare dove si sovrappongono le voci, dove la sintesi è sempre data al conduttore e dove la formazione delle opinioni o è distorta o è impossibile da conseguire con una serenità che dovrebbe essere invece tale.
I consigli sono tre: spegnete la tv, guardatevi un film su dvd oppure leggete un libro. E il 25 maggio votate il bollino rosso di Tsipras. Almeno dalle schede non potranno oscurarlo… Le firme le abbiamo raccolte!

MARCO SFERINI

7 maggio 2014

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EditorialiMarco Sferini
4 Osservazioni
  • Ballarò merita di non essere visto | NUOVA RESISTENZA
    7 maggio 2014 at 19:07
    lascia un commento

    […] la Sinistra quotidiana – Ballarò merita di non essere visto. […]

  • mario dainelli
    7 maggio 2014 at 22:16
    lascia un commento

    non ho visto l’ultimo ballarò,però è da tanto che avverto quello che dice Sanavio e quindi cerco di fare altro….

  • Beniamino
    8 maggio 2014 at 15:43
    lascia un commento

    Questa tesi è sostenuta anche da Grillo, che infatti rifiuta di interloquire, sia in collegamento, sia ospite nelle trasmissioni pollaio, dove a emergere è il pensiero del conduttore. Infatti, tra tutti gli ospiti citati in questa trasmissione, non c’era nessuno del M5S, una forza che si aggira tra 1/4 e 1/3 dei consensi degli italiani, forse il primo partito in assoluto.

    Però quando è lui a dirlo, tutti sono pronti a dargli dell’illiberale, del fascista etc… poi anche gli altri, non filogovernativi arrivano alle stesse conclusioni.

    Per vedere un esempio di intervista aperta, anche affrontando la scarsità dei mezzi a disposizione, vai su http://www.polistv.it

    • Marco Sferini
      9 maggio 2014 at 12:30
      lascia un commento

      Caro Beniamino,
      vorrei distinguere la mia opinione da quella goebbelsiana di Grillo che ripete ossessivamente certi anatemi contro la democrazia, i sindacati, le istituzioni, i partiti e così via, per garantirsi un consenso che provenga dalla rabbia (giusta) sedimentata negli animi delle persone in tutti questi decenni di progressivo depauperamento e svilumento dei diritti sociali.
      Io non credo che non si debba partecipare alle trasmissioni televisive e mi farebbe piacere anche vedere Ballarò. Ma questo può accadere se una trasmissione invita, a turno, tutti i partiti, i soggetti politici che comunque sono presenti sia fuori che dentro il Parlamento.
      Invece la “politica” editoriale di Floris mi sembra sia stata quella di apparire tale e di praticare una insistente campagna di legittimazione delle posizioni del governo dietro un atteggiamento “british”, molto anglosassone da giornalista equidistante nei modi, vicino alle posizioni del PD e di Renzi al momento di decidere non tanto chi invitare in studio, bensì chi escludere.
      Per questo una protesta dovrebbe levarsi nei confronti della Radio Televisione Italiana, in quanto servizio pubblico. Di tutti.
      Ma si sa… oggi il “pubblico” non va di moda…
      Cordialità.

      Marco

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