Arriva il governo degli scienziati

5 Stelle. Di Maio ospite di Porta a Porta annuncia: un «comitato scientifico» farà «un’analisi dei programmi per capire gli obiettivi convergenti»

Ogni giornata politica ha la sua storia, gli equilibri di questi tempi sono fragili e mutevoli. Ma almeno per oggi, quella che si chiude con Luigi Di Maio accanto a Bruno Vespa sugli schermi di Porta a Porta sposta di nuovo la lancetta degli equilibri parlamentari verso l’intesa tra Movimento 5 Stelle e Lega. Proprio Di Maio si muove per sminare il terreno del dialogo, dopo giornate difficili e piene di insidie.

Il primo segnale arriva dall’accordo per la presidenza della commissione speciale della camera: il leghista Nicola Molteni verrà eletto col voto dei quattordici membri pentastellati. È uno schiaffo al Pd e soprattutto alla sua ala dialogante, della quale faceva parte Francesco Boccia, che aspirava alla carica in quanto presidente uscente della commissione bilancio.

Dettaglio rilevante, l’accorto tra leghisti e grillini viene celebrato da un comunicato congiunto che suona come una novità assoluta nelle riservatissime tattiche comunicative dello staff del Movimento 5 Stelle. Di Maio risponde ad un automatismo tattico che ha imparato negli anni: punta a marcare la giornata, dettare l’agenda e lasciare il segno sul secondo giro di consultazioni che riprende da stamattina al Quirinale.

Il nodo della discordia con Matteo Salvini sta tutto nella natura della coalizione di centrodestra e il ruolo di Silvio Berlusconi. Così, mentre qualche ora prima Alessandro Di Battista è tornato a parlare lanciando un attacco durissimo a Silvio Berlusconi, definito «il male assoluto del nostro paese», Di Maio di fatto attenua i toni, dice di non chiedere nessun «tradimento o parricidio» al centrodestra e spiega alle telecamere di Porta a Porta che è «Berlusconi a dover avviare la nuova fase politica cedendo il passo». «Dopo 24 anni è il momento di far partire un governo delle nuove generazioni, un governo del cambiamento», afferma il capo politico del M5S pensando che lasciare una via di fuga, o almeno un’uscita di scena dignitosa, al leader di Forza Italia possa servire a risolvere la questione.

Quando il leader pentastellato insiste sul fatto che nelle file degli interlocutori privilegiati, Lega e Partito democratico, la situazione stia evolvendo non si riferisce solo al travaglio dei dem ma anche alle insistenze su Silvio Berlusconi affinché trovi il modo di farsi da parte. Le parole di Emilio Carelli, qualche giorno fa, servivano a rassicurarlo: «Non mi risulta verranno penalizzate le sue imprese».

Ma perché la situazione maturi ci vorrà del tempo, si lascia quasi sfuggire un Di Maio improvvisamente paziente quando si descrive come impegnato a «creare una maggioranza con i tempi del proporzionale per avere poi un incarico pieno».

Resta la questione dell’accordo di governo, delle offerte di intesa a destra e sinistra che rischiano di apparire deboli quando non addirittura comandate da disinvolti giochi di potere. E allora Di Maio sceglie un notaio che stipuli il «contratto di governo» e comunica di aver ingaggiato Giacinto Della Cananea, docente di diritto amministrativo all’università di Tor Vergata che nei mesi scorsi aveva partecipato ad alcuni convegni organizzati a Montecitorio dal Movimento 5 Stelle.
Cananea si occuperà di coordinare un «comitato scientifico» che si occupi di fare «un’analisi dei programmi per capire gli obiettivi convergenti e fare un primo passo». Di Maio utilizza per la prima volta, dopo averla rifiutata in occasione della presentazione del suo governo virtuale prima del voto, l’accezione di «tecnici» per descrivere il profilo di questo gruppo di lavoro. Un nuovo organo che se funzionasse a dovere avrebbe un incarico non da poco e tutt’altro che notarile: sciogliere per conto dei grillini la riserva sulle alleanze. Difficile non ricordare, peraltro, che solo pochi giorni fa la società di lobbying Reti rilevò che su cinquanta proposte programmatiche di M5S e centrodestra, solamente in dodici casi l’incompatibilità era sostanziale.

Tanto pare essersi rimesso in moto il dialogo tra leghisti e grillini che quando circola la voce che Di Maio e Salvini si siano incontrati di persona, e che tra i due c’è stato molto di più della consueta telefonata, dal M5S devono smentire in tutti i modi. Il faccia a faccia annunciato da giorni dovrebbe esserci dopo le consultazioni che ricominciano domani.

GIULIANO SANTORO

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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Politica e società
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