Acerbo (Prc): «Grande amarezza per annullamento assemblea Brancaccio»

Con grande amarezza abbiamo preso atto dell’annullamento dell’assemblea che avrebbe dovuto rilanciare il percorso del Brancaccio. Tomaso Montanari ha ricostruito le circostanze che hanno portato alla decisione. Invece di...

Con grande amarezza abbiamo preso atto dell’annullamento dell’assemblea che avrebbe dovuto rilanciare il percorso del Brancaccio. Tomaso Montanari ha ricostruito le circostanze che hanno portato alla decisione.

Invece di investire sul Brancaccio, cioè la creazione di una lista unica a sinistra davvero innovativa e non solo partitica, MDP-SI-Possibile hanno preferito un accordo di vertice su un profilo politico ambiguo che prelude a liste che riprodurranno gli attuali gruppi parlamentari.

Noi abbiamo sempre pubblicamente condiviso i criteri proposti da Tomaso e Anna per costruire liste innovative e aperte e che dessero il segno di una rottura con i governi del centrosinistra e gli errori del passato. Non condividiamo la scelta di annullare assemblea perchè riteniamo che il Brancaccio abbia tutto il diritto di proporre contenuti e metodi per costruire lista unitaria.

Comprendiamo il momento e non ce la prendiamo con l’ingenerosa simmetria tra il comportamento di MDP-SI-Possibile e la nostra coerente partecipazione al percorso.

Noi fin dal primo momento abbiamo detto che solo sul terreno di una “sinistra nuova e radicale” come quella proposta al Brancaccio a giugno avremmo partecipato a una lista “unica” ed è per questo che non ci siamo seduti ai tavoli tra partiti.

Eravamo e siamo convinti, come Tomaso Montanari e Anna Falcone hanno ripetuto mille volte, che unità, radicalità, partecipazione e rinnovamento delle liste siano elementi indispensabili per costruire una proposta credibile per milioni di persone di sinistra che non votano più o si sono rivolti verso il M5S.

Tomaso Montanari lo attesta scrivendo che il nostro è “l’unico partito” rimasto nel percorso che lui e Anna Falcone hanno promosso.

Continueremo a lavorare nello spirito del Brancaccio e delle cento assemblee che si sono svolte: per una lista unitaria della sinistra antiliberista, alternativa al Pd e alle altre destre, che si batta per un programma di attuazione della Costituzione, costruita con la democrazia e la partecipazione dal basso.

MAURIZIO ACERBO
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista

da rifondazione.it

foto tratta da Pixabay

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Rifondazione Comunista
un commento
  • GAGGERO WALTER
    14 novembre 2017 at 15:19
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    Non mi ero fatto nessuna la illusione sul Brancaccio e certo la cosa non si può liquidare com un “va be è andata male”, perché comunque non poteva andare bene, ormai vi è un fosso tra milioni di Italiani (la maggioranza più quelli che votano M5S) e la politica che ha massacrato le condizioni di vita di troppi, e questi arrabbiati sono destinati a crescere, ormai per chi vuol continuare a comandare la strada repressiva ,fascista se volete è obbligatoria, anche Renzi lavora in questo senso, il suo lavoro di far perdere autorevolezza allo stato borghese in mancanza di alternativa rivoluzionaria porta necessariamente al fascismo.
    Hanno dei problemi ,col referendum il popolo ha bocciato la legge liberticida e le loro riforma si sono fermate, ma si propongono di fare catenaccio contro il popolo, sanno di essere seduti su di un barile di polvere e danno spazio allo squadrismo.
    Come ho detto sarebbe possibile catalizzare la volontà generale per un programma non di governo ma di antagonismo (Con una utile presenza in Parlamento) per riprendere si il lascito della Resistenza ,ovvero i principi fondamentali della Costituzione da sviluppare in una ASSEMBLEA COSTITUENTE i cui rappresentanti vengano eletti dai gruppi sociali dei lavoratori, che getti la basi di un sistema socialista.
    Nella repubblica borghese gli eletti si adattano a mantenere i privilegi delle classi dominanti che anche formalmente detengono le leve militari ed economiche(Basta pensare alla manovra Napolitano che grazie ad un articolo costituzionale si è autonominato una sorta di dittatore in barba ai responsi delle urne, la cosa si ripeterà e peggio)
    Si tratta di fare un salto qualitativo e costruire dal basso dai luoghi di lavoro (Perchè questa è .una guerra di classe chei lavoratori non hanno iniziato ma loro possono concludere) l’organizzazione politica , ma se in questa fase ve ne sono diverse va bene se riescono a coordinarsi ,la strada non sarà facile ma non vi è altra strada e altra meta e “non vi è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

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