Vox populi vox Dei!

TTIP, CETA, TISA e altre sigle astruse, cosa sono e soprattutto cosa nascondono, proviamo a fare un po’ di chiarezza, trattandosi di trattative segrete tra gli stati i cui...

TTIP, CETA, TISA e altre sigle astruse, cosa sono e soprattutto cosa nascondono, proviamo a fare un po’ di chiarezza, trattandosi di trattative segrete tra gli stati i cui contenuti sono nascosti agli stessi parlamenti. Greenpeace ci ha svelato alcune di queste verità nascoste e dimostra come dietro a queste sigle vi siano i poteri enormi del mercato versus le garanzie costituzionali, il tentativo di definire un altro ordine economico e democratico attraverso la stipula di trattati, in assenza e di nascosto dai cittadini e le cittadine.

TTIP: “Transatlantic Trade and investiment Partnership” (Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti) prevede, sostanzialmente, che le legislazioni di Europa e Stati Uniti si pieghino alle regole del mercato stabilite dalle grandi aziende europee e statunitensi; ovvero che le conquiste su trasparenza delle merci, etichette, provenienze, principio di precauzione ecc. diventano, sostanzialmente incompatibili con le regole “autarchiche” del mercato e sovraordinate ai poteri legislativi dei parlamenti, giacché tali requisiti rappresentano un ostacolo alla libera circolazione delle merci.

CETA: Trattato di libero commercio tra Unione Europea e Canada, sostanzialmente simile al TTIP uguale la previsione di tribunali privati, aventi prerogative di giudizio e di sanzione rispondenti alle proprie regole e non alle leggi dei parlamenti. Il CETA lo abbiamo definito “il cavallo di Troia” lo strumento di sfondamento per far passare gli altri trattati di libero commercio, tant’è che mentre sembra che le trattative sul TTIP abbiano una battuta di arresto, prosegue a marce forzate il CETA!

TISA: ““Trade in Services Agreement” (Trattato internazionale di liberalizzazione dei servizi) tra: Unione europea, Stati Uniti e altri 21 Paesi, iniziato in totale segretezza tra il 2012 e il 1013 e potrebbe essere concluso entro la fine di questo anno. Addirittura alcuni dei capitoli del trattato saranno soggetti a vincolo di riservatezza per un periodo di cinque anni anche dopo la definizione e la firma dei Paesi interessati.

Dall’analisi dei documenti sui negoziati del TiSA tra cui l’allegato sui servizi energetici, operata da Greenpeace, emerge che l’entrata in vigore del TiSA, oltre che rappresentare  un pericolo per la democrazia, contrasterebbe con quanto stabilito nel dicembre scorso dai negoziati di Parigi sul clima.

A livello più generale questo accordo,  ha l’obiettivo di fornire alle grandi imprese carta bianca per entrare senza più barriere nei servizi pubblici e privati dei Paesi contraenti, le cui economie contano per il 70% del Pil globale.

Questi i punti salienti dall’analisi effettuata da Greenpeace:

  •  Negli anni a venire la transizione energetica avrà necessariamente bisogno di una regolamentazione del settore privato, ma con la clausola di “standstill” (stasi delle liberalizzazioni, in altre parole una regola per cui non si può “retrocedere” dal livello di liberalizzazione raggiunto di volta in volta) prevista dal TiSA questa operazione risulterà difficile se non praticamente impossibile.
  •  La cosiddetta clausola “ratchet” (una sorta di divieto a reintrodurre barriere commerciali) implicherebbe che servizi vitali come l’energia, l’acqua potabile e l’istruzione, se liberalizzati, non potrebbero più essere rinazionalizzati. Indipendentemente dalla volontà degli elettori, questi servizi fondamentali sarebbero sempre orientati in linea prioritaria verso la produzione di profitti.
  •  Le aziende private avrebbero voce nella stesura di nuovi regolamenti che andrebbero a influenzare i loro interessi. La capacità dei governi di garantire una efficace supervisione democratica dei processi di regolamentare sarebbe per lo meno limitata, se non azzerata.
  • Nessuna distinzione potrà essere fatta tra fonti energetiche meno impattanti e combustibili fossili più nocivi, rendendo nella pratica impossibile una graduale eliminazione di quelle più dannose come il petrolio estratto da sabbie bituminose e lo shale gas.
  • Accordi commerciali come il TiSA porteranno ad un aumento del commercio di combustibili fossili mentre il loro uso e commercio dovrebbero essere ridotti per rispettare gli accordi sul clima di Parigi e la tutela del Pianeta.

Dovremo tenere alta l’attenzione e la mobilitazione, come già in questi giorni è accaduto a Bruxelles e a Berlino, I nostri obbiettivi di lotta sono: la sospensione dei negoziati su: TISA, TTIP e che il CETA non venga ratificato, giacché, appunto, rappresenterebbe il grimaldello, il “Cavallo di Troia” per recuperare i contenuti del TTIP apparentemente, al momento dormiente.

Difesa della Costituzione italiana e opposizione ai trattati transazionali parlano la stessa lingua: DEMOCRAZIA!

ROSA RINALDI
segreteria nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

tratto da rifondazione.it

foto tratta da Pixabay

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