Ucraina , il comico Zelensky fa il pieno tra gli under 30

Presidenziali in Ucraina. Con il 30,2% di consensi al primo turno stacca gli avversari: Poroshenko fermo al 15,9%, Timoshenko al 13,3%. A Putin manda un messaggio: «Sarebbe l’ora di ridarci la Crimea e il Donbass»
Il comico ucraino Vladimir Zelensky, presidente eletto

Tutto come previsto o quasi nel primo turno delle elezioni presidenziali ucraine. Con il 90% delle schede scrutinate Vladimir Zelensky conquista il 30,2% dei consensi contro il 15,9% del presidente uscente Petro Poroshenko e il 13,3% di Yulya Timoshenko. I sondaggi pre-elettorali hanno fatto centro anche se la forbice tra il primo e il secondo candidato risulta più ampia del previsto e Poroshenko sia riuscito, pur di un soffio, a spuntarla sulla ex “pasionaria” della rivoluzione arancione del 2004. Timoshenko non l’ha presa bene. Ha denunciato «l’inquinamento del voto da parte dei servizi segreti e brogli giganteschi» da parte di Poroshenko anche se per ora non ha deciso se mobilitare la piazza. E anche se osservatori Osce e ministero degli interni ucraini hanno confermato «la validità del voto malgrado alcuni casi di irregolarità», le oltre 2mila frodi denunciate e la presenza di un candidato civetta che portava il suo identico nome non hanno permesso a Timoshenko di continuare la sua avventura elettorale.

La gioia di Zelensky è stata contenuta nonostante abbia fatto il pieno di voti dappertutto, non è risultato primo solo in Galizia (superato da Poroshenko) e nelle province orientali a ridosso delle repubbliche autoproclamate del Donbass dove ha dovuto cedere il podio a Yuri Boyko candidato del Blocco delle opposizioni (ex Partito delle regioni di Yanukovic). Al suo quartier generale aveva fatto allestire un paio di maxi-schermi ma soprattutto aveva organizzato con i membri del suo staff un torneo di ping-pong. Un clima quasi spensierato come quello dei giovani sotto i trent’anni che lo hanno votato in massa. Il comico ha risposto a poche domande dei giornalisti. Per la prima volta ha affermato di essere pronto a svelare i nomi della sua squadra e si è dichiarato disponibile a un confronto tv con Poroshenko: una scelta apparsa a molti rischiosa visto l’ampio vantaggio sul rivale. «Cosa dirà a Putin, se lo incontrerà da presidente?» gli è stato chiesto. «Che sarebbe l’ora di ridarci la Crimea e il Donbass, compensarci economicamente per le perdite materiali e umane di questi anni» ha risposto il presidente in pectore. Un cambio di tono rispetto a quello tenuto per tutta la campagna elettorale che ha sorpreso. Zelensky temerebbe un colpo di coda di Poroshenko e del suo nazionalismo estremo adottato negli ultimi giorni di campagna e non si fida dei sondaggi e dei bookmakers che lo danno sicuro vincente al ballottaggio del 21 aprile. Lo show-men si sentirebbe già in tasca l’11,5% dei voti ottenuti dal candidato filo-russo Yuri Boyko e punterebbe a non lasciare margini di manovra allo sciovinismo di Poroshenko. Le sue parole sono state prese con molta freddezza al Cremlino, anche se i russi sono sufficientemente smaliziati da distinguere la propaganda dalla realtà.

Il portavoce ufficiale di Putin, Dmitry Peskov è stato lapidario. «Siamo pronti a spiegare e rispiegare a qualsiasi cittadino ucraino, che la Russia non occupa territori ucraini. Le repubbliche non riconosciute del Donbass fanno parte dell’Ucraina e ciò che sta accadendo lì è il risultato della politica perseguita dalla dirigenza ucraina» ha dichiarato Peskov. «Per quanto riguarda la Crimea – ha poi sostenuto il dirigente russo – è un argomento non negoziabile. Quella questione è per noi chiusa una volta per tutte».

Poroshenko ringalluzzito dallo scampato pericolo di non riuscire ad accedere al secondo turno ha attaccato frontalmente Zelensky. Ha voluto ricordare prima di tutto i legami del comico con Igor Kolomoisky definendolo «burattino» dell’oligarca ebreo. Il «re del cioccolato» si è rivolto poi ai millenials, una fascia d’età tra cui non ha raccolto nulla: «Capisco la vostra impazienza perché le cose cambino in fretta, ma mi chiedo: quando entreremo nella Ue e nella Nato faremo un referendum come propone Zelensky?». Una fretta che non sembrano avere i vertici dell’Alleanza Atlantica. Secondo Iens Stoltenberg, esistono delle priorità. «Riteniamo che l’obiettivo principale ora in Ucraina dovrebbero essere le riforme, la modernizzazione e il rafforzamento del settore della sicurezza, compresa la lotta alla corruzione», ha affermato il Segretario generale della Nato.

YURII COLOMBO

da il manifesto.it

foto tratta da Wikimedia Commons

categorie
Est EuropaEsteriEuropa





passa a…



altri articoli