Salvini, scontro con le ong: «Non venite qui». «Fascista»

Intanto la Francia apre ai migranti dell'Aquarius. Il ministro leghista continua la sua battaglia contro le organizzazioni. E il M5S si accoda

Lo scontro con le navi delle ong impegnate nel mar Mediterraneo è solo una tappa della battaglia molto più estesa che Matteo Salvini è deciso a condurre contro chiunque si adoperi nel prestare aiuto ai migranti. Una battaglia che il ministro degli Interni della Lega ricalca da quanto fatto in Ungheria da Viktor Orbán – che per il capo del Carroccio oltre che un alleato è anche un modello a cui ispirarsi – che ha recentemente presentato un progetto di legge in cui chiunque aiuti un migrante o un profugo, anche solo stampando opuscoli informativi, rischia di finire in carcere. Non a caso Salvini ha già annunciato di voler intervenire al più presto su quelle ong che ricevono fondi da George Soros, il finanziere americano di origine ungherese visto a Orbán come il fumo negli occhi.

Parole che provocano la reazione di Lifeline: «Quando i fascisti ci fanno promozione…». La risposta di Salvini è immediata: «Una pseudo associazione di volontariato che dà del ’fascista’ al vicepremier italiano? Questi non toccheranno mai più terra in Italia». . «A questo punto la ong toglie il post sostituendolo con un altro in cui ironizza: «No @matteosalvini non è naturalmente un fascista. Ci è scivolato il mouse». Controreplica del ministro: «Roba da matti. A casa nostra comandiamo noi, la pacchi è stra-finita, chiaro?». Il livello ormai è questo.Così mentre il governo francese annuncia che accoglierà i migranti che si trovano a bordo della Aquarius intenzionati ad andare in Francia (l’approdo a Valencia, in Spagna, è previsto per questa mattina) il titolare del Viminale continua i suoi attacchi via twitter. Le ultime a finire nel mirino sono state ieri le navi battenti bandiera olandese di due ong, Lifeline e Seefuchs, colpevoli di navigare al largo delle coste libiche e che ieri hanno assistito al recupero di 148 migranti da parte di un rimorchiatore. Salvini non ha dubbi: le due navi sono «in attesa del, loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti», twitta di buon mattino. Aggiungendo subito: «Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi. Da ministro e da papà lo faccio per tutti».

Se nel M5S qualcuno disapprova quanto sta facendo Salvini, si guarda bene dal dirlo. Anzi, tra i grillini c’è chi fa gara per allinearsi con il nuovo corso. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli chiede all’Olanda di far rientrare le due navi: «Non hanno i mezzi e personale per salvare adatti per salvare un gran numero di persone», chiede, mentre il sottosegretario alla presidenza del consiglio Vito Crimi, parlando a Catania a un convegno sull’immigrazione spiega: «Il governo sta facendo una stretta sull’utilizzo delle ong sul modo in cui stanno intervenendo, incrementando le aspettative e alimentando il traffico di esseri umani». Allo steso convegno interviene anche il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro titolare dell’inchiesta siciliana sulle organizzazioni non governative. «Le ong – dice – fanno parte di un sistema profondamente sbagliato, che affida la porta d’accesso all’Europa a trafficanti che sono criminali senza scrupoli».

A farsi dare dei complici dei trafficanti di uomini le ong ovviamente non ci stanno. E così la replica agli attacchi del governo è immediata: «Noi siamo nel Mediterraneo proprio perché non c’è l’Europa», ricorda Medici senza frontiere. «Le navi delle organizzazioni non governative sono scese in mare quando è finita la missione Mare nostrum, con il Mediterraneo che si era trasformato in una tomba per oltre 1.200 persone in una settimana. Siamo lì perché non c’è l’Europa», ricorda Msf.

Dura anche la replica della spagnola Proacitva Open Arms, per la quale accostare le ong alle associazioni di criminale che sfruttano i migranti è «tendenzioso». «Noi siamo coordinati dalla Guardia costiera e siamo sempre stati dentro al sistema di salvataggio in mare in cui la Guardia costiera italiana aveva un ruolo di coordinamento» spiega Riccardo Gatti, capo missione della ong, che giudica non casuali gli attacchi da parte di esponenti del governo: «Questa criminalizzazione delle ong e le azioni volte fondamentalmente a farci sparire sono andate i crescendo», ricorda Gatti. «C’è qualcosa di orchestrato in tutto questo; vogliono portare alla scomparsa delle ong».

LEO LANCARI

da il manifesto.it

foto: screenshot tv

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Politica e società





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