Non è tempo di uguaglianza e verità delle parole

Non è tempo di trasformazione Ci sono giornate in cui il livello di sopportazione di determinati contesti è intollerabile. Si va dai propri vicini di casa fino alla particolare...

Non è tempo di trasformazione
Ci sono giornate in cui il livello di sopportazione di determinati contesti è intollerabile.
Si va dai propri vicini di casa fino alla particolare situazione di un Paese privo di cultura generale, immerso in un egoismo esasperato e alimentato da una strumentale visione della propria persona messa non solo al centro di tutto ma anche al centro di sé stessi.
Nulla conta se non l’azione propria elevata all’ennesima potenza.
Non fatevi troppe domande sul perché la sinistra, i comunisti siano in questa fase praticamente allo stato d’inizio ‘900, quasi ridotti alla clandestinità.
Non fatevi domande del genere: intuite.
Cercate di capire che, come ho ripetuto spesso, non c’è voglia di uguaglianza perché ha prevalso l’individuo sul collettivo, il privato sul pubblico, il profitto sul bene comune.
Non essendoci desiderio di uguaglianza, vengono meno i diritti sociali e civili, arretrano tutte quelle categorie che un tempo, dopo la trageda della Seconda guerra mondiale, erano diventate preziose, proprio in contrapposizione al nichilismo bellico, alla cieca e totale voglia di distruzione del proprio contrario o dissimile.
Non essendovi domanda di uguaglianza, non vi è, di conseguenza, nemmeno domanda e voglia di sinistra.
La sinistra, i comunisti, coloro che rivendicano il diritto alla vita degna d’essere vissuta in un contesto privo di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sono percepiti come un fastidio, un grillo parlante a cui tirare una martellata, come fece Pinocchio.
Per questo, smettiamola di fare tante analisi. Tutti. Concentriamoci su come resistere e mantenere viva quella speranza di conservare una idea di alternativa da praticare ogni giorno in ambiti sempre più diffusi.
E’ la più dura delle sfide e delle lotte: resistere per esistere. Non per trasformare il mondo…

Non è tempo per la verità delle parole e sulle parole
La manifestazione del PD a piazza del Popolo non fa che rafforzare il governo perché l’opposizione arriva da chi fino a pochi mesi fa ha contribuito a distruggere il sociale in questo Paese.
Solo la disperazione dello smarrimento può far pensare a qualcuno che il PD possa dichiararsi bellamente “di sinistra” oggi in piazza del Popolo, possa cantare “Bella ciao” dopo aver tentato, soltanto due anni fa, di scardinare la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
La manifestazione del PD a piazza del Popolo non fa che generare confusione sul termine “sinistra”, perché ogni volta che si richiama questo termine, si fa credere che la sinistra sia quella che ha fatto la riforma Fornero, il Jobs act, la controriforma Boschi-Renzi sulla Costituzione e la “Buona scuola”.
Se la sinistra viene costretta ad identificarsi in questi provvedimenti, è evidente che la voglia di sinistra degli italiani sarà sempre minore: avremo sempre più avversione per la sinistra e maggiore consenso per il gialloverdismo che governa e che non lesina attacchi alla democrazia, ogni giorno.
La difesa della democrazia non può farla il Partito Democratico: chi si proclamava “Popolo delle libertà” era quanto di più lontano vi fosse dalla libertà. Chi si proclama “Democratico” in un partito oggi può anche affermare di difendere la democrazia ma solo dopo aver consegnato il Paese alle destre che ne faranno man bassa.
Non avete il diritto di dirvi “di sinistra”, semplicemente perché non lo siete più da molto tempo.
Ciò detto, non basta la critica e l’accusa: dobbiamo essere in grado anche noi comunisti, anche noi di sinistra, di fare una manifestazione a Roma. Come un tempo… quando la sola Rifondazione Comunista portava nella capitale più di 300.000 persone, compagne e compagni.
Mi direte che viviamo in una fase completamente differente dal 1993, 1994 ecc…
Ne sono consapevolissimo.
Ma non credo che si possa escludere di manifestare unitariamente, in piazza, tutte le forze antifasciste e antiliberiste: per mostrare che c’è una sinistra vera che ha titolo e anche merito per poter rivendicare una alternativa di società e non vivere grazie alla contrapposizione con l’avversario che, fino a poco tempo fa, le era molto, molto simile.

MARCO SFERINI

2 ottobre 2018

foto tratta da Pixabay

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