La sottile linea nera

All’attrice Ottavia Piccolo succede che, avendo un fazzoletto dell’ANPI avvolto attorno al collo, venga impedito l’accesso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un battibecco con la polizia e poi,...

All’attrice Ottavia Piccolo succede che, avendo un fazzoletto dell’ANPI avvolto attorno al collo, venga impedito l’accesso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un battibecco con la polizia e poi, rivendicando un diritto costituzionale, la lasciano passare. Quasi fosse una concessione…

Victòr Orban va al Parlamento Europeo e sciorina una sequela di meravigliose politiche magiare sull’immigrazione: difesa dei confini, protezione degli ungheresi, riconoscimento di una vera umanità in tutto ciò e non nella politica di accoglienza (e vi sarebbe molto da dire in merito…) dell’Unione Europea.
Il Parlamento di Strasburgo deve decidere se applicare o meno sanzioni a Budapest proprio per la repressione dal sapore neonazista attuata nei confronti dei migranti, per le discriminazioni verso le minoranze e per il suprematismo magiaro che è al centro della politica di Orban.
Il PPE, dove risiede il partito del premier ungherese, è diviso: un vicino sostenitore come il giovane cancelliere austriaco Kurtz è favore dell’espulsione dal PPE. Silvio Berlusconi no. L’amicizia con Salvini è motivo di orgoglio: l’Ungheria non è più sola, in Visegrad, a difendere muri e fili spinati ai confini.

In una scuola della nostra Repubblica un bambino non vaccinato viene isolato dal resto della classe. Lo spostano in altro loco. Nel mentre una piccola di otto anni che ha battuto la leucemia non può entrare a scuola per via di alcuni bambini non vaccinati che potrebbero rappresentare un rischio per lei.

Stamane, dalle colonne de “La Stampa”, un senatore della Lega afferma:
Noi sosteniamo la vita e dunque dobbiamo convincere ogni donna a tenere il suo bambino.“.
E se vuole abortire? (domanda il giornalista).
Risposta: “Le offriamo somme ingentissime per non farlo.“.
E se vuole ancora? (incalza il cronista).
Risposta: “Glielo impediamo.“.
Matrimonio gay? (terribile domanda del giornalista).
Risposta: “Quale matrimonio gay? Non esiste, perché la famiglia è quella naturale. Se intende le unioni civili, le abolirei.“.
Divorzio? (azzarda il cronista).
Risposta: “Vorrei introdurre in Italia il ‘convenant marriage’ americano: una sorta di matrimonio indissolubile.“.
Dulcis in fundo…
Ultima domanda: Papa Francesco le piace?
Risposta: “Io sto con Pietro a prescindere. Sono cattolico, apostolico e romano. Anzi, papista.“.

Di Maio attacca i giornali perché parlano male del governo. Si indispettisce e pronuncia una frase che ha dell’inquietante. Parla di “purezza”: “Il Paese ha bisogno di un’informazione libera e di editori puri senza altri interessi“.
Ovviamente noi siamo maliziosi e la interpretiamo male: senz’altro vorrà dire quello che appare voler dire. Ma la parola “puri” ci riporta indietro nel tempo, come le frasi del senatore leghista, come l’energica sfida di Orban all’Europa e all’umanità, come l'”alt” dato ad Ottavia Piccolo al Lido di Venezia.

Sono tutti episodi diversi, distanti tra loro, eppure c’è un filo comune che li lega, una sottile linea nera che porta dall’uno all’altro, che consente giorno dopo giorno di sovrastare i princìpi costituzionali, le libertà di parola, di espressione, di stampa, di movimento, di vita. Di vita nel senso più nobile del termine, quella concessa da un sistema economico che stritola i poveri e gli sfruttati di ogni tipo e privilegia i sempre meno ricchi di tutt’altro tipo.
Provate a cercarle la sottile linea nera. Unite i puntini. C’è. E forma anche un disegno ben preciso…
Anche in mezzo alle promesse di miglioramento del sociale fatte dal governo. E’ proprio tra quelle che si nasconde la prima vittima dei nostri tempi: la libertà (se volete “borghese”) di poter essere impuri giornalisticamente, solidali, antifascisti e fuori da ogni anatema discriminatorio e pregiudiziale. Almeno nell’antico recinto del liberalismo: quello che faceva prosperare i profitti e ci lasciava l’illusione della lotta.
E qualche volta riusciva anche a farsi battere dal proletariato, da quei disperati che oggi sostengono la sottile linea nera.

MARCO SFERINI

12 settembre 2018

foto tratta da Pixabay

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