La libertà scambiata

Studenti che picchiano i professori. Genitori che picchiano i professori. Qualcosa non torna: non sono forme di ribellione, sono veri e propri atti di intimidazione, percosse. Tenendo in dovuta...

Studenti che picchiano i professori. Genitori che picchiano i professori. Qualcosa non torna: non sono forme di ribellione, sono veri e propri atti di intimidazione, percosse.
Tenendo in dovuta considerazione le differenze che vi sono da caso a caso, non si può non notare come il filo conduttore sia comunque l’aggressione verso chi rappresenta la scuola pubblica, l’insegnamento.
Non è certo opportuno fare paragoni col passato. Semmai è doveroso concentrarsi sul presente e provare a capire come mai la violenza sia una forma sempre più abituale di comportamento che si adotta quando qualcosa viene rimproverato o stigmatizzato.
Forse che la violenza sia assunta come “modello” comportamentale anche grazie all’esaltazione, diretta o indiretta che sia, che viene fatta dalla televisione, dai tanti, troppi film e telefilm che la mettono al centro delle loro sceneggiature e trame?
Forse che la violenza sia assunta come “modello” in sostituzione di un dialogo impossibile se da una parte non si ha come elemento non solo caratteriale ma anche culturale la capacità di interagire e di spiegarsi?
Sono in atto profondi cambiamenti antropologici sull’onda di un dramma antisociale cui sovente assistiamo dicendoci: “Ma, in fondo, matti ce ne sono sempre!”.
Non sono i matti i protagonisti di queste storie. Sono persone come tutte e tutti noi. Proprio come i nazisti lo erano al loro tempo rispetto ai tedeschi che si reputavano normali e borghesemente tali.
C’è una obbedienza che è anche una virtù, l’unica meritevole d’essere citata: è il rispetto che si deve a sé stessi nel momento in cui si esige il rispetto altrui. Altrimenti chiamata: libertà. Quella vera, che ha dei confini invisibili che devono essere individuati dalla coscienza. Non quella surrogata e falsa del… “Faccio un po’ quello che mi pare e piace”…

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

categorie
Lo stiletto
nessun commento

lascia un commento

*

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.









altri articoli

  • Corinaldo. La colpa

    Tralascio considerazioni musicali. Pur essendo nato nel 1973, i miei dischi (o cd) sono pieni di un caleidoscopio di note così differenti tra loro da far impallidire qualunque cultore...
  • L’illusione

    La sinistra non può essere rappresentata da chi ha acconsentito fino ad oggi, silentemente o meno, a tutte le politiche liberiste fatte dal proprio partito. L’induzione all’opposizione, reduce da...
  • Sovranismo psichico

    L’ultimo ritratto fatto dall’ISTAT è impietoso: almeno per chi considera solidarietà, uguaglianza e rispetto dei diritti sociali e civili come trittico alla base di una normalissima convivenza civile dentro...
  • La barca di Minniti

    A seconda dei punti di vista, si ingarbuglia o si semplifica la sfida delle primarie per la Segreteria nazionale del PD. Marco Minniti si ritira dalla competizione. Non sembra...