La cultura di Ermal

E’ uno dei miei cantautori preferiti. Quindi potrei essere sfacciatamente partigiano nel fargli un elogio. Ma glielo faccio comunque, perché credo che la cultura, nelle sue molte e differenti...
Ermal Meta

E’ uno dei miei cantautori preferiti. Quindi potrei essere sfacciatamente partigiano nel fargli un elogio. Ma glielo faccio comunque, perché credo che la cultura, nelle sue molte e differenti espressioni compresa quella importantissima della musica, debba tornare ad essere protagonista in questo Paese così analfabeta di ritorno, così anticivico, privo di una morale sufficientemente condivisa e fondata su una umanità così dispersa come fondamentale base di crescita della vita quotidiana di ciascuno e di tutti.

Ermal Meta ha scritto in difesa di Baglioni, della musica, dei migranti, dell’umanità, del senso profondo che deve avere qualunque poeta delle note che si esprime mentalmente e fisicamente tanto sui palchi di tutta Italia quanto attraverso il proprio pensiero che, per una volta, esce dal pentagramma e si fa articolo di giornale.

Ha scritto contro un nuovo “editto”, contro uno stigma che si è riversato sul direttore artistico del Festival di Sanremo per aver osato criticare la maestà del ministro dell’Interno, la sua politica di chiusura dei porti, di respingimento dei migranti e, in particolare, facendo riferimento alla vicenda ormai conclusa della Sea Watch, a 49 persone (sì, persone, prima di essere migranti) che sono state in balia del Mediterraneo per venti e più giorni.

L’intervento di Ermal fa cultura, è cultura. Ed è preziosissimo, perché messaggi come quelli che ha inviato lui sono maggiormente ascoltati se provengono da ambiti differenti rispetto ai classici canali della tanto odiata “politica”.

Grazie ad Ermal Meta per questo gesto, soprattutto perché è gratuito, come l’umanità deve essere, non chiede niente in cambio (visto che quest’anno non partecipa al Festival e quindi non può essere accusato di una difesa piaggeristica del direttore artistico) e dà molto. Ancora una volta, “dall’alba al tramonto”.

(m.s.)

foto: screenshot

categorie
Lo stiletto
3 Osservazioni
  • Tato
    13 Gennaio 2019 at 12:02
    lascia un commento

    Bravo

  • Carmela
    13 Gennaio 2019 at 22:49
    lascia un commento

    Complimenti,bell’articolo

    • Marco Sferini
      14 Gennaio 2019 at 18:27
      lascia un commento

      Grazie. Solo pochi pensieri per ringraziare un artista che spicca sempre di più in mezzo a molta musica fine al consumismo.
      Un caro saluto.

      Marco

    lascia un commento

    *

    *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.









    altri articoli

    • Il limite

      Ci dovrebbe essere un limite entro cui fermarsi, evitare di proferire parole che diventano solo accanimento, violenza, aggressività e cattiveria in generale. Ci dovrebbe essere ma non c’è. Una...
    • 117

      Nemmeno davanti a 117 dispersi, forse morti annegati in mare, il crudelismo tace, ma afferma che la causa sono i porti aperti, non certo la mancanza di navi nel...
    • Viva la “Melevisione”!

      La “Melevisione” compie 20 anni e le facciamo gli auguri anche noi. E’ stato e rimane un programma che disintossicava anche noi “adulti” (le virgolette servono a far intendere...
    • Grazie, cavaliere…

      Silvio Berlusconi si ricandida alle elezioni. Quelle europee questa volta. Lo fa “per senso di responsabilità”. Grazie di esistere… verrebbe da dire. Ma Berlusconi dà un motivo in più...