In 5mila per Öcalan: «Libertà e pace per il popolo curdo»

Kurdistan. Grande partecipazione alla manifestazione nazionale per chiedere il rilascio del leader del Pkk e promuovere un nuovo modello per il Medio Oriente

«Uniti contro il fascismo», «Libertà per Öcalan»: sono i due striscioni che ieri hanno aperto il corteo nazionale per la libertà di tutte e tutti le/i prigioniere/i politiche/i in Turchia e nel mondo. E in particolare di Öcalan, arrestato il 15 febbraio del 1999. Partito alle 15 dai giardini di Palestro, è terminato in Largo Cairoli.

Oltre 5mila le persone che hanno attraversato il centro di Milano arrivate da ogni parte d’Italia. L’apertura è stata riservata ad un imponente spezzone della comunità curda che vive nel nostro paese, bandiere rosse del Pkk e gialle con il volto di Abdullah Öcalan coloravano la testa del corteo insieme a slogan gridati in curdo e in italiano e bandiere di Ypg e Ypj, le unità armate maschili e femminili di Rojava.

Firat, dell’Ufficio Informazioni Kurdistan Italia, ci dice: «Il concetto alla base della mobilitazione di oggi non gravita solo attorno all’individuo Öcalan, ma nasce per cercare di democratizzare tutto il Medio Oriente. Tutti i prigionieri politici di oggi in Turchia rappresentano il volto fascista di Erdogan. Attivisti, avvocati, medici, giornalisti, docenti, non solo curdi devono essere liberati perché stanno difendendo diritti, come il diritto all’esistenza del popolo curdo che da decenni viene negato. Solo con la liberazione di Öcalan e prigioniere/i politiche/i è possibile pensare di far riprendere un vero dialogo di pace in Turchia e per l’intero Medio Oriente».

Dietro la comunità curda decine e decine di striscioni hanno dettato il tempo e la provenienza di collettivi, reti solidali con il Kurdistan, centri sociali, sindacati e partiti che si sono mossi a sostegno della giornata europea per la liberazione di Öcalan.

Nelle stesse ore, a Strasburgo si è mosso un corteo internazionale segnato dalle stesse parole d’ordine e a cui hanno preso parte 15mila manifestanti.

Tra le molte partecipanti, c’era anche Eleonora De Majo, consigliera comunale a Napoli, città che, tramite il sindaco De Magistris, a febbraio 2016 ha dato la cittadinanza onoraria al leader curdo. Parlando dal camion dal quale si alternano gli interventi Eleonora dice che la città di Napoli manda un appello per la libertà immediata di Öcalan che, in qualità di cittadino onorario, sarà accolto a braccia aperte.

«Il capo del popolo curdo Öcalan è stato consegnato allo Stato turco da un complotto internazionale – dice a fine corteo Faysal Sariyildiz, deputato dell’Hdp proveniente da Sirnak, una delle città del Kurdistan turco rase al suolo durante i periodi di coprifuoco – organizzato da forze non solo turche che hanno voluto fiaccare la resistenza del popolo curdo. È stato fatto perché il progetto politico di Öcalan avrebbe rovinato i loro piani».

E continua: «Quel progetto rappresentava la possibilità per tutti i popoli a prescindere dal credo e dall’orientamento politico di potersi unire in un unica lotta. Öcalan ha sempre detto che il più grande problema dell’umanità è il capitalismo e le crisi che produce».

ANDREA CEGNA

da il manifesto.it

foto tratta dalla pagina Facebook nazionale di Rifondazione Comunista

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Repressioni





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