Dalle miserie politiche alla grandezza dell’universo

Se fosse vera la teoria di una grande, immensa realtà virtuale, tutta rappresentata in questo misterioso luogo della vita e della morte, dell’inizio e della fine, del reinizio e...

Se fosse vera la teoria di una grande, immensa realtà virtuale, tutta rappresentata in questo misterioso luogo della vita e della morte, dell’inizio e della fine, del reinizio e della nuovamente fine che è l’universo, allora si potrebbe per una volta immaginare che si fa parte di un gioco, di una sciarada che, per sua stessa definizione, è incomprensibile. Dunque inarrivabile. Alcuni scienziati si stanno cimentando in ipotesi di questo tipo: l’universo, si legge per la maggiore su Internet, potrebbe per l’appunto essere una sorta di “Matrix”, un “Truman show”, una realtà irreale e noi stessi dunque altro non saremmo che parte di questa irrealtà.
Difficile da immaginare, concepire. Difficile da dimostrare ma anche difficile poter dimostrare il contrario. Nessuna certezza è data al di fuori dell’analizzabile secondo le categorie tutte umane: da quelle etiche a quelle scientifiche. Morale e indagine minuziosa della nostra esistenza si intrecciano nel mistero. E il mistero permane. Fa parte forse del gioco lui stesso.
Spesso questi dilemmi irrisolvibili con la sola finitezza, tutta fatta di confini, della mente umana sono superati in qualche modo da presunzioni ontologiche. Ma l’ontologia finisce con l’essere, appunto, paradossalmente essenza di sé stessa e quindi si autoconosce, si annulla in una entropia che la vorrebbe far diventare spiegazione assoluta ma che ricade su sé stessa e da gigante rossa diventa nana bianca. La morte di tutte le stelle, anche di quelle più luminose.
Ci siamo proiettati nell’universo oggi, perché in questi giorni il “non-essere” della politica italiana è così ampio, vasto da impedirci di analizzare ciò che dà un senso alle nostre vite: la piccolezza del particolare umano inserito nella miseria quotidiana della vita sociale, politica ed economica all’epoca della fase liberista del capitalismo.
Fuggire per un attimo dalla realtà quotidiana e gettarsi per un attimo nell’inconoscibile permette di apprezzare maggiormente le divisioni della sinistra, della presunta tale quanto di quella realmente tale.
Fuggire per un attimo aiuta a respirare, a prendere una boccata d’ossigeno laddove ossigeno non ce n’è proprio, dove il vuoto esiste eppure non c’è, dove nemmeno si rifrangono i suoni, dove regna il silenzio, oltre l’immaginario arco notturno delle stelle: là c’è il caos, proprio come oltre l’ordinato architrave della Costituzione repubblicana c’è il disordine parlamentare. Ma mentre l’universo è caotico nel seguire precise leggi fisiche (almeno così le abbiamo chiamate noi esseri umani), diciamo comportamenti uguali a fenomeno uguale in ogni parte delle miliardi di galassie che esistono (esistono o è realtà virtuale?), il nostro Parlamento rimane incostituzionale, eletto con una legge elettorale ormai cancellata e quindi espressione di un difetto d’origine che non si vuole superare.
Il governo Gentiloni andrà avanti, così pare, fino a fine legislatura attendendo che il Partito democratico svolga le sue primarie (queste purtroppo nemmeno in ipotesi anti-scientifica sono realtà virtuale, ma vera realtà politica…) e che il quadro delle vicissitudini giudiziarie di alcuni esponenti dell’esecutivo (e non solo) sia meglio definito.
Ad oggi tutto rimane molto in forse, troppo in dubbio.
Eppure il dubbio dovrebbe essere la fonte primaria di grandi intuizioni, la spinta propulsiva per accelerare il progresso sociale e consolidare quello civile.
In tutto l’universo, forse, esisteranno altre civiltà, dato che è molto improbabile – sosteneva Margherita Hack – che tra miliardi e miliardi di galassie con dentro altrettanti miliardi di pianeti la vita cosiddetta “intelligente”, quindi quella che ha in sé la forma di consapevolezza dell’esistenza e dell’esistente, si sia sia sviluppata solamente sulla nostra Terra.
Servono condizioni speciali: distanze ben precise tra caldo, freddo, atmosfere, orbite, giorno e notte (che sono illusioni ottiche del procedere del tempo sulla base del moto rotatorio terrestre attorno alla stella solare), combinazione di particelle di materia adatte a creare l’acqua, l’aria… la “vita”.
Per poi scannarsi in eterne guerre nei secoli dei secoli, per il potere, per il dominio, per l’egemonia di un popolo su altri popoli, su stupide idee di superiorità fondate sul colore della pelle o sul credo religioso.
L’umana storia delle genti terrestri è tutto questo: è anche il miserevole quotidiano racconto, commento e critica di ciò che accade a sinistra. E’ misero, lo si sa. Eppure è il misero senso della nostra vita: scansare il PD, farlo implodere e raggiungere, anche attraverso questo moto non fisico ma politico un pezzetto di strada in più verso l’unica ragione di vita veramente tale: la conquista della felicità nelle conoscenza, nella consapevolezza, nella pienezza della volontà di renderla e viverla come tale. Per ciascuno, per tutti.

MARCO SFERINI

7 marzo 2017

foto tratta da Pixabay

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