Contro un popolo, il genocidio dell’Europa

Immigrazione. L’Ue, gli Stati membri, i ministri e i capi di governo sono colpevoli genocidio preterintenzionale nei confronti dei migranti in fuga. Non obbediscono agli ordini di qualcuno; obbediscono piuttosto agli ordini di qualcosa: voti, profitto

Qualche notte fa, ho sognato che mi aggiravo per l’Aia in cerca della Corte internazionale di Giustizia. Dopo molto girovagare, finalmente, all’improvviso, mi trovavo davanti a un lungo edificio rosso, appoggiato su una fila di archi. Entravo e chiedevo di fare una denuncia. Il cortesissimo portiere mi indicava un ufficio al primo piano. Lì, una signorina dietro a un computer mi mostrava una sedia e metteva diligentemente le dita sulla tastiera.

Voglio fare una denuncia di genocidio, dicevo io.

La signorina alzava appena gli occhi, senza stupore, e scriveva in alto: GENOCIDIO.

Chi è il colpevole? Chiedeva.

Sono molti, in realtà, non so in che ordine procedere..

Proceda dai più piccoli ai più grandi, ma prima dovrebbe dirmi di che popolo si tratta.

Anche questo non è facile, dicevo, ma non vorrei essere vaga. Possiamo chiamarlo il popolo del mare, o delle sabbie, o delle macerie. Un popolo riunito dalla fuga, non dalla lingua o dal territorio, anzi, direi piuttosto dalla mancanza di territorio. Ci sono egiziani, somali, maliani, eritrei, nigeriani, siriani, curdi, bengalesi… affogati o esplosi, morti di fame o di malattie, sono tantissimi.

Genocidio di viaggiatori, scriveva. E i colpevoli?

Beh, se devo partire dai più piccoli, partirei da alcuni politici, tipo tale Minniti, tale Gentiloni, tale Salvini, tale Di Maio, poi dal governo italiano nel suo insieme, poi dal Consiglio dei Ministri del Parlamento Europeo, poi dal Parlamento.

Mi pare che basti, mi fermava. Non vorrà denunciare tutta l’Europa? È sicura che siano responsabili di genocidio?

Altroché! E di torture, di stupro, di fame, di sete.. E non è da dire che non lo sappiano, insomma non è un genocidio preterintenzionale e i responsabili non obbediscono agli ordini di qualcuno; obbediscono piuttosto agli ordini di qualcosa: voti, profitto. Anche se, a dire il vero, questi sono morti costosissimi. Sì, perché non lo fanno personalmente, usano sicari da sterminio.

Si spieghi meglio. Ora cominciava a spazientirsi.

Le persone e gli organismi che ho indicato pagano i governi di altri paesi perché li sbarazzino di questi non-popoli, trattenendoli in apposite prigioni. Se riescono ugualmente a fuggire, su barche pagate a quelli che li dovrebbero trattenere, li lasciano in mare per giorni e giorni, a dondolare sotto il sole o la pioggia, fra i loro escrementi, finché vanno a picco. Se poi qualcuno li salva e li carica su un’altra barca, di nuovo sono lasciati a marcire finché non si buttano in acqua per raggiungere la costa a nuoto.

Ma, scusi, perché vogliono per forza raggiungere la costa di un paese che non è il loro?

Perché questi stessi che le ho nominato (e molti altri) rendono i loro paesi invivibili, e contemporaneamente mandano in giro immagini false di felicità nei propri. Per esempio, gli fanno vedere che un piatto di una certa pasta, in questi paesi fortunati, o un particolare frullino elettrico, porta la gioia a tutta la famiglia, che ride e si abbraccia in delirio. Sa, fa una certa impressione.

Dunque, cominciava a riassumere la signorina: genocidio di viaggiatori attirati con false lusinghe.

A questo punto la sua voce si faceva confusa, e poi svaniva, mentre io tornavo a galla, e aprivo gli occhi.

E come sempre faccio, guardavo il giornale prima di alzarmi e mentre scorrono i titoli, ne vedo uno che sembra raccontare il mio sogno: «Sui migranti accuso l’Europa di crimini contro l’umanità». L’ho scritto io? mi chiedo, L’ho mandato in sogno? No, non sono io, ma una certa Flore Murard-Yovanovitch, che non racconta un sogno, ma una vera accusa contro l’Unione Europea, gli Stati membri, i ministri e i capi di governo. E i nomi dei responsabili sono gli stessi! Ma allora non è stato un sogno. E questo nostro mondo non è perduto. Perché finché questi crimini non saranno percepiti e denunciati, finché non udremo di nuovo la voce dei nostri sogni, noi saremo davvero perduti. Ma ora sono sveglia, e sento la voce dei ragazzi del Venerdì, e la bella voce ridente delle Sardine e quella di questa ragazza francese che si occupa di migrazioni e si chiama Flore, e possiamo ricominciare a sognare a occhi aperti.

GINEVRA BOMPIANI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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